Non procurò l’aborto nello sfratto

11 Luglio 2016

Proprietario di casa assolto dall’accusa di aver fatto cadere una sua ex inquilina

VASTO. Insussistenza del fatto e formula assolutoria ampia per l’imputato. È quanto deciso i giudici della corte d’Appello dell’Aquila per A.S., di Vasto, proprietario di un appartamento protagonista 5 anni fa di un movimentato battibecco con una coppia di romeni sfrattati per morosità che non intendeva lasciare il suo appartamento. Accusato dalla inquilina di averla maltrattata al punto da farla cadere e abortire, A.S. tre anni fa era stato condannato in primo grado ad un anno di reclusione.

«L’80% di quanto era stato denunciato è risultato falso e smentito da diversi testimoni», dice l’avvocato Arnando Tascione, difensore del padrone di casa trascinato in giudizio. «La bugia più clamorosa è stata l’accusa di maltrattamenti che avrebbe causato l’aborto», sottolinea il penalista parlando di calunnia. «È stata una gravissima accusa smentita dagli accertamenti del medico legale Pietro Falco che nella sua relazione ha escluso che la scomparsa dell’embrione sia avvenuta nel giro di poche ore, escludendo quindi il nesso causale con la caduta».

La donna secondo la documentazione medica consegnata ai giudici della corte aquilana, era andata al pronto soccorso perché accusava addominalgia e sul referto è riportato “nessun trauma”. «Nè al medico e agli operatori che l’hanno assistita ha parlato di aggressioni e maltrattamenti. Inoltre dall’esame della cartella clinica all’anamnesi personale sono riportate 14 interruzioni volontarie di gravidanza. Quindi la presunta caduta provocata dal padrone di casa non ha trovato riscontro nella documentazione sanitaria», rimarca l’avvocato Tascione soddisfatto perché la Corte ha accolto l’illegittimità, illogicità e contraddittorietà delle dichiarazioni dell’inquilina morosa e del marito. Dopo cinque anni A.S. può tirare un sospiro di sollievo. Non si sa se l’uomo abbia intenzione di denunciare la romena per calunnia. Al momento è soddisfatto per avere ottenuto giustizia.(p.c.)

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