Roccamontepiano

Nonna Vittorina spegne 107 candeline: «Io, tra le prime donne a prendere la patente»

17 Giugno 2026

Roccamontepiano. Compleanno da record. L’ultracentenaria al Centro: «Passo molto tempo a ricordare. Ho vissuto la guerra sulla mia pelle. Parteggio per la libertà»

ROCCAMONTEPIANO. «Non ho nessun segreto, è solo un destino. Uno ci arriva perché... non lo so. Perché campa». Ed è così che Vittorina Bonomo è arrivata a spegnere domenica scorsa le 107 candeline. È una delle donne più longeve d’Abruzzo, lucida e in buona salute, solo un problema d’udito, è ospite della residenza per anziani La Rocca, a Roccamontepiano, che ha festeggiato con lei il grande traguardo, insieme ai nipoti Paolo e Maria Assunta.

Un traguardo che non è solo anagrafico, ma simbolico: un secolo e sette anni di vita che attraversano guerre, cambiamenti sociali e rivoluzioni tecnologiche. E Vittorina ricorda tutto: «Passo molto tempo a ricordare, spesso ripasso gli episodi della vita», dice con voce ferma al telefono. L’abbiamo contattata attraverso il sindaco di Roccamontepiano, Dario Marinelli, la responsabile della struttura Gabriella Di Meo e il proprietario Leo D’Angelo.

Il più spaventoso dei ricordi è legato alla seconda guerra mondiale: «È stata proprio una cosa indescrivibile. Allora abitavo a Bologna, una città un po’ sfortunata. Per me è stato uno shock non indifferente». E il mondo di ora? «Il momento è molto critico per tutti e speriamo che le cose si risolvano, senza arrivare a una terza guerra mondiale. Perché è una cosa terribile vivere la guerra. Penso alle persone che stanno soffrendo e rivivo tutte le emozioni che ho provato io tanti anni fa. È brutto. Io parteggio per la libertà. Chi cerca la libertà avrà il mio apprezzamento».

Vittorina nasce a Milano il 14 giugno 1919, da una famiglia veneta trasferitasi al Nord per il lavoro del padre, militare. La sua infanzia e adolescenza scorrono a Bologna, insieme alla sorella minore Raffaella, con cui manterrà un legame indissolubile per tutta la vita. Studia per diventare maestra, professione che esercita per alcuni anni, prima di essere assunta come centralinista nella compagnia telefonica Timo, poi Sip. Un lavoro che la porterà a spostarsi tra L’Aquila e Teramo, fino al trasferimento definitivo a Pescara nel 1962, dopo il matrimonio della sorella. Vittorina non si è mai sposata: ha scelto di condividere la vita con la sua famiglia ed è rimasta con Raffaella, anche lei ospite della residenza per anziani, con cui ha vissuto fino allo scorso dicembre quando è venuta a mancare. Vittorina è stata anche una delle prime donne a prendere la patente di guida, un dettaglio che racconta bene il suo carattere: indipendente, determinato, curioso. Le piace guardare la televisione, soprattutto i programmi con i concorrenti, e non perde una puntata del “gioco dei pacchi” sulla Rai. La festa di domenica non è stata solo un compleanno, ma un momento di comunità. La direttrice Di Meo ha sottolineato la vitalità e la dolcezza di Vittorina, capace ancora oggi di coinvolgere chi le sta accanto con il suo sorriso. Il sindaco Marinelli ha parlato di «un esempio per l’intera comunità», mentre i nipoti hanno ricordato l’affetto, la forza e la dignità con cui la zia ha affrontato ogni fase della vita.

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