Novantuno iscrizioni in più al liceo Classico

1 Settembre 2016

Il “G.B.Vico apre la quarta sezione. Soddisfatte l’ex preside Politi e la nuova dirigente Di Renzo

CHIETI. Il Liceo classico “G.B.Vico” batte il record di iscrizioni e ottiene l’autorizzazione a formare la quarta sezione.

Novantuno gli studenti che hanno scelto di frequentare l’antico e prestigioso istituto scolastico che quest’anno andranno a rafforzare le fila di due classi a indirizzo classico, una di potenziamento matematico e l’altra di indirizzo europeo.

Una grande soddisfazione per l’ex preside Giuseppina Politi che ieri è andata ufficialmente in pensione e per la nuova dirigente scolastica Paola Di Renzo che dovrà gestire una eredità prestigiosa dove tradizione e cultura classica si intersecano con innovazione tecnologica e sperimentazione didattica. Alchimia in grado di offrire agli studenti una finestra di saperi aperta sul mondo.

L’attrazione che ha spinto tanti giovani a scegliere il liceo Classico premia l’attività didattica e progettuale degli insegnanti che a piccoli passi sono riusciti a sovvertire le tendenze degli indirizzi scolastici negli ultimi 10 anni.

Proiezioni che avevano condannato a morte gli istituti a indirizzo classico per privilegiare quelli tecnico-scientifici.

«Ebbene, il Vico» puntualizza con un velo di orgoglio la Politi «non solo gode di ottima salute, ma conquista una sezione in più tornando agli splendori registrati 15 anni fa. Un bel risultato che la nuova dirigenza scolastica non farà fatica a mantenere e incrementare» aggiunge l’ex preside «dal momento che la professoressa Di Renzo conosce bene la realtà di questo istituto essendo stata un’allieva del liceo Classico».

Ieri le ultime ore di attività scolastica della Politi prima della meritata pensione arrivata dopo oltre 40 anni di impegno nel mondo della scuola prima come insegnante poi come dirigente. «Il successo conclamato del Vico con l’iscrizione di 91 studenti in più è il risultato di un grande lavoro di squadra dove i protagonisti restano comunque gli studenti» prosegue la professoressa Politi «i nostri ragazzi non si sentono solo allievi, ma componenti di una comunità coesa aperta al territorio e al mondo. Ed è in loro che dobbiamo riporre le nostre speranze perché sono loro i depositari del futuro».