Nozze celebrate in ritardo Gli sposi citano il Comune

Ortona. L’incaricato dell’apertura di Palazzo Corvo arriva qualche minuto dopo La coppia chiede 5mila euro di danni, il Comune rimborsa i 300 euro dell’affitto
ORTONA. Un matrimonio programmato nei minimi dettagli, ma nessuno aveva messo in conto l’imprevisto che si è verificato e che ha di fatto ritardato l’inizio della cerimonia. Stavolta a farsi attendere non è stata la sposa, bensì l’incaricato comunale che non è arrivato puntuale per l’apertura di Palazzo Corvo, la location dove la coppia avrebbe dovuto pronunciare il fatidico «sì». Per questo motivo i novelli sposi, nonostante il matrimonio alla fine si sia tenuto, hanno avanzato al Comune di Ortona una richiesta di risarcimento danni pari a una somma di 5mila euro.
I fatti risalgono allo scorso 2 giugno, quando nel giorno della festa della Repubblica due ortonesi avevano fissato la data del matrimonio da tenersi presso Palazzo Corvo. È accaduto però che l’addetto comunale incaricato di aprire l’edificio di corso Matteotti sia arrivato in ritardo rispetto all’orario prestabilito.
«C’è stato un malinteso», giustifica il sindaco Leo Castiglione interpellato dal Centro sulla vicenda, «ma il ritardo è stato solo di pochi minuti per cui la cerimonia si è tenuta ugualmente». Questo però non ha fermato la coppia dall’intento di richiedere un sostanzioso risarcimento per l’inconveniente che l’ha vista spiacevole protagonista. Gli sposi, per il tramite del proprio difensore, hanno diffidato l’ente al pagamento della complessiva somma di 5mila euro a titolo di risarcimento dei danni subiti a causa della tardiva celebrazione del matrimonio. I responsabili del Comune hanno subito attivato delle verifiche interne, grazie alle quali hanno accertato che le nozze si sono celebrate regolarmente «seppure con un po’ di ritardo rispetto all’orario prestabilito causato dalla tardiva apertura del Palazzo da parte dell’incaricato comunale». Per questo motivo «i danni asseritamente lamentati dai coniugi non risultano provati considerato che il ritardo ha portato allo slittamento della celebrazione di meno di un’ora».
Tutto ciò è stato comunicato agli sposi che hanno quindi rilanciato abbassando le pretese ma chiedendo comunque una cifra di mille euro. Da Palazzo di città, però, l’ulteriore istanza risarcitoria è stata ritenuta inaccoglibile e si è proceduto a rimborsare i coniugi della sola quota versata per l’utilizzo di Palazzo Corvo, pari a 300 euro. Questa è la cifra che il Comune ha ritenuto «opportuno e doveroso» concedere, «pro bono pacis e al fine di risarcire i disagi eventualmente arrecati».
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