«Nuova assistenza sanitaria in ospedale»

Guardiagrele. Di Crescenzo replica ai consiglieri Caramanico e a Salvi: potenziate le cure primarie
GUARDIAGRELE. Sull’ospedale Santissima Immacolata la responsabile delle politiche della salute del Pd Abruzzo, Gianna Di Crescenzo, replica ai consiglieri comunali di opposizione Franco Caramanico e Sandro Salvi. Spero che le dichiarazioni di Caramanico», osserva Di Crescenzo, «siano solo frutto di distrazione e non di memoria selettiva che trattiene a sè le azioni degli altri e dimentica le proprie. Gli ricordo che fu lui il primo, ai tempi in cui era assessore regionale, a sostenere la riconversione dell’ospedale guardiese nell’ottica di un accoglimento dei bisogni di una popolazione sempre più anziana, col trasferimeno dei reparti di Pediatria e Ginecologia ben sotto le soglie nazionali. Caramanico dovrebbe ricordare che la Regione è stata a lungo commissariata sulla sanità, sottoposta a un piano di rientro che l’ex presidente Gianni Chiodi ha attuato in maniera ragionieristica, senza confronto e dialogo e che proprio questa linea di governo ha portato a scrivere sui decreti dell’allora commissario ad acta la parola “zero” nel numero dei posti letto dell’ospedale».
La dirigente del Pd, evidenzia poi che anche l’ex sindaco e attuale consigliere Sandro Salvi è caduto in errore. «A Salvi si deve la lungimiranza dell’aver capito l’importanza della sanità territoriale, ma questa sua intuizione non ha trovato concretezza nell’allora governo regionale, con Chiodi che non è mai venuto a Guardiagrele a confrontarsi sul tema del riordino del presidio, nè ha evitato la spoliazione dei posti letto. Se c’è qualcuno che sulla sanità è stato ondivago», prosegue Di Crescenzo, «questo è proprio Salvi. Infatti, mentre da un lato andava avanti con i ricorsi contro i provvedimenti dell’allora suo presidente di Regione, dall’altro non parlava già più di ospedale per acuti». Di Crescenzo, ricorda che Salvi si è opposto e ha bloccato da sindaco la realizzazione della Rems a Guardiagrele, per poi chiedere ad Asl e Regione di ridiscuterne, quando la struttura era stata però già destinata a Barete. «Ai due consiglieri, ma soprattutto a Caramanico, che ama tanto citare documenti», conclude Di Crescenzo, «ricordo che il 28 luglio scorso è stato indicato il nuovo profilo dell’assistenza sanitaria a Guardiagrele: potenziamento delle cure primarie e delle prestazioni di emergenza a bassa complessità, attivazione dell’unità di cure complesso primarie, 20 posti letto per l’ospedale di comunità, così come per la residenza protetta per anziani e per quella per disabili adulti, oltre ad altri 40 posti per la riabilitazione psichiatrica».
Giovanni Iannamico
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