Nuova protesta a Roma per salvare il tribunale

Gli avvocati si preparano a manifestare sotto il Quirinale se la richiesta dei sindaci non sarà raccolta dal ministero della Giustizia: «Pronti allo sciopero delle udienze»
VASTO. Tribunale a rischio, adesso la città aspetta una risposta dal ministero della Giustizia entro il prossimo 21 maggio. E qualora l’appello lanciato dai sindaci vastesi e dalla società civile dovesse cadere nel vuoto, in migliaia andranno a Roma per protestare davanti al Quirinale. La decisione presa dal comitato presieduto dall’avvocato Angela Pennetta durante l’assemblea di sabato scorso è condivisa da tutte le toghe vastesi e dalla magistratura. Il presidente del tribunale Bruno Giangiacomo ha rappresentato al prefetto di Chieti Giacomo Barbato i rischi che il territorio corre in caso di soppressione: la criminalità organizzata trova nella malavita locale proficua collaborazione. «La tranquillità di questa terra è ad alto rischio», ripete Giangiacomo costretto a lavorare in questo periodo con un esiguo numero di dipendenti amministrativi. Giangiacomo chiede che, a prescindere da ciò che accadrà fra due anni – la data prevista per la chiusura –, il tribunale di Vasto venga messo in condizioni di poter lavorare. E servono al più presto nuovi dipendenti amministrativi.
Anche gli industriali vastesi combattono al fianco delle toghe. Significativa la frase con cui il presidente di AssoVasto, Marcello Dassori sintetizza il pensiero degli operatori: «Prendo in prestito una frase di Mahata Gandhi», dice Dassori, «prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci». Remo Salvatorelli, decano degli industriali, memore dei disagi vissuti dalla città quando non esisteva il tribunale non nasconde le proprie preoccupazioni. La battaglia promossa da Pennetta è appoggiata anche da Angelo Allegrino: «Pennetta sta rappresentando i timori e le istanze di tutte le categorie. La decisione di chiudere il tribunale di Vasto sarebbe devastante».
Pronti alla lotta pure i sindacati: «Personalmente, da ex rappresentante sindacale», afferma Antonio Colella, rappresentante del Comitato esposti amianto Abruzzo e Molise, «auspico una forte mobilitazione di tutti i sindacati e dei lavoratori del comprensorio vastese».
Dalle sorti del tribunale e della procura dipendono anche quelle del commissariato: «Vasto non può perdere il commissariato, lo raccontano i fatti», dice il sindaco di Vasto Francesco Menna che, con il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca, lotta al fianco degli avvocati.
E ormai l’avvocatura è pronta a diverse iniziative. Il presidente del consiglio dell’ordine Vittorio Melone non esclude astensioni a singhiozzo dalle udienze. «Speriamo che maggio porti le notizie che tutti aspettiamo», conclude Pennetta, «Vasto non può accettare una decisione così penalizzante e che, oltretutto, si tradurrebbe in un aggravio di costi per tutti, Stato compreso».
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