Nuova strada per la scuola, ancora un ricorso
Due residenti di Marcianese contro il progetto: anche il Consiglio di Stato aveva dato ragione al Comune
LANCIANO. La realizzazione del raddoppio della strada per l’asilo nido e la scuola primaria di Marcianese finisce di nuovo al Tar di Pescara. Due residenti hanno impugnato le delibere di giunta, di consiglio, gli atti e il progetto definitivo esecutivo per la “Realizzazione urbanizzazione a servizio del nido di infanzia e della scuola primaria Marcianese 1°lotto”, la comunicazione di avvenuta dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e la notifica dell’esproprio dei beni tra cui alcuni loro terreni (su cui ricade quasi tutta la strada). Tutti i documenti dal 2016 al 2021.
Si torna quindi in tribunale, a cui nel 2017 alcuni proprietari dei terreni del comparto dove deve passare la strada si erano già rivolti chiedendo l’annullamento dell’avvio della procedura per l’esproprio dei terreni, la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e la delibera che approvava il progetto esecutivo della via. Ma il Tar a febbraio 2018 dichiarò il ricorso inammissibile e infondato. I proprietari allora impugnarono la sentenza al Consiglio di Stato che ad aprile 2019 rigettò i ricorsi dando ancora una volta ragione al Comune.
Ripartita la procedura, si è di nuovo arenata. Il progetto, che attende di essere realizzato da quasi 6 anni servirebbe a mettere in sicurezza la scuola, evitare ingorghi negli orari di ingresso e uscita degli oltre 250 alunni e ha un costo di circa mezzo milione di euro. È diviso in due lotti: il 1°, da 200mila euro, prevede la realizzazione della via, i cordoli di delimitazione, i sottoservizi e la recinzione della scuola (ed è quello impugnato). II 2° prevede un’area verde e 50 posti auto. Ma c’è diverso scetticismo anche nel quartiere perché il progetto non risolverebbe il problema traffico, visto che la via, da costruire ex novo, sbuca sempre su quella principale: è una sorta di anello. Scettici erano anche i consiglieri di minoranza, che oggi sono in maggioranza. La minoranza allora sosteneva che oltre a non risolvere il problema traffico, la strada non mette in sicurezza l’area - mancando ad esempio i marciapiedi, passando sotto l’asilo nido e tagliando terreni di case private senza alcuno sviluppo - e ci potevano essere soluzioni alternative, con uscite diverse ad esempio direttamente sulla variante frentana.
«Sulla nuova strada stiamo valutando alternative», spiega l’assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba. «Di certo un nuovo accesso serve, perché oggi c’è un'unica strada che è un imbuto, senza uscita, e non è sicura, ma il progetto che c’è va migliorato e abbiamo delle ipotesi su cui lavorare». Mentre si cercano alternative il ricorso è stato depositato e il Comune si è costituito in giudizio con i legali Emanuele Laudadio, Antonella Fantini e Marcella Marino.
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