Nuova voragine in centro storico I residenti: «La zona è a rischio»

Dopo la pioggia di sabato scorso, si è verificato un altro cedimento nella strada di Pozzo Bagnaro Gli operai del Comune al lavoro per richiudere la buca, indagini per accertare le cause del crollo
LANCIANO. È una nuova voragine apertasi ai Bastioni, lungo la discesa di Pozzo Bagnaro dopo i temporali di sabato scorso, a richiamare l’attenzione dei cittadini sul problema del dissesto idraulico e idrogeologico che colpisce una città che ha ben 9 zone rosse, ad altissimo rischio, tra cui proprio il centro storico. Col fiato sospeso i residenti di Lancianovecchia che da tempo chiedono al Comune di intervenire proprio ai Bastioni per avvallamenti e crepe che si aprono lungo la parte bassa della strada. «Dobbiamo fare altre verifiche nei prossimi giorni, perché il cedimento pare non legato direttamente ad un problema di condotte», spiega l’assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba, «ma la situazione è sotto controllo perché non ci sono smottamenti in atto. Il problema delle frane per la città è notevole e abbiamo progetti per 12 milioni di euro per lavori di messa in sicurezza da fare; siamo alla ricerca di fondi».
LA VORAGINE Dopo il Malvò e la parte bassa di corso Trento e Trieste ora è una voragine apertasi ai Bastioni a creare apprensione. Sabato sera, dopo il violento acquazzone che ha colpito la città, ha ceduto una porzione di asfalto della discesa di Pozzo Bagnaro. Subito i tecnici del Comune hanno transennato la strada, vitale per Lancianovecchia. Ieri mattina l'intervento di Comune e Sasi. Come accaduto al Malvò, infatti, si pensava che la voragine fosse causata dal cedimento di una delle vecchie condotte in mattoni presenti nel centro storico. Invece, dopo lo scavo degli operai Sasi, si è notato che non c'erano condotte: occhi sgranati e stupiti da parte dei tecnici e dei residenti. «Dovremmo fare altre verifiche e capire se il cedimento è legato anche a questioni di peso», dice l'assessore Bomba. «Ultimamente infatti molti mezzi pesanti salgono la strada non pensata per supportare carichi notevoli. Chiudiamo il buco, ma faremo altre indagini».
LE PROTESTE Mentre l'assessore con l’ingegnere del Comune Fausto Boccabella ispezionavano la voragine, i residenti chiedevano interventi. «Speriamo che ora il Comune intervenga subito», dicono alcuni abitanti che si affacciano sulla strada. «Facciamo i conti da anni con buche e avvallamenti, sampietrini saltati e rattoppi in cemento che non sappiamo se dipendono dalle fognature e dalle condotte malandate o da smottamenti attivi». E indicano degli avvallamenti poco più su della voragine che si è aperta, vicino una fontana, che negli ultimi due anni sono diventati scalini che creano problemi anche alle auto in transito. «Chi non risiede qui non rallenta e si ritrova con la coppa dell’olio rotta dopo che ha toccato l’asfalto», dicono i residenti. «Speriamo che la nuova amministrazione intervenga, siamo in una zona a rischio idrogeologico e vogliamo sapere questa voragine da cosa è stata causata e se gli avvallamenti che ci sono a poca distanza sono collegati, come crediamo».
LE VERIFICHE «Faremo altre verifiche», assicura l’assessore Bomba. «C’è una vecchia condotta in mattoni ma non dovrebbe essere attiva. Ieri sono stati gettati 200 litri di acqua da un tombino che precede la voragine, ma non sono riusciti dal buco e non è stata una buona notizia perché vuol dire che dobbiamo cercare l'origine del cedimento della strada altrove. Faremo una video ispezione per vedere se la condotta è ostruita. Forse il problema è stato causato dal passaggio sempre maggiore di mezzi pesanti per dei lavori in corso in alcune abitazioni. Faremo delle verifiche anche sull’avvallamento segnalato dai residenti vicino la fontana».

