«Nuove commesse nel 2020 per salvare la Pierburg»
LANCIANO. Nuove lavorazioni nel 2020 provenienti da altri stabilimenti del gruppo per salvare lo stabilimento Pierburg. È l'impegno formale assunto dall'azienda al ministero dello Sviluppo economico...
LANCIANO. Nuove lavorazioni nel 2020 provenienti da altri stabilimenti del gruppo per salvare lo stabilimento Pierburg. È l'impegno formale assunto dall'azienda al ministero dello Sviluppo economico per la fabbrica del lancianese che realizza componenti per l’industria automobilistica e che è in affanno, da qualche mese, con ricorso alla cassa integrazione per alcuni giorni a settimana. Nei giorni scorsi si è svolto l'incontro tra i responsabili aziendali e le organizzazioni sindacali Fiom, Fim, Uilm e le rispettive rsu per discutere della situazione di crisi che sta colpendo il sito di Lanciano così come tutto il settore della ricambistica automotive. «L'azienda ci ha prospettato e ha preso impegni formali sul tavolo sindacale per quanto concerne il trasferimento di prodotti oggi allocati in altre aziende», recita una nota delle sigle Fiom, Fim e Uilm, «che avverranno a partire dal mese di febbraio 2020 per terminare presumibilmente nel mese di luglio dello stesso anno. Nell'arco del 2020 si inizieranno a raccogliere i frutti di questa operazione. Nel frattempo dovremo gestire la situazione di calo con gli ammortizzatori sociali e con una probabile riduzione di personale gestita in maniera condivisa e con incentivazione all'esodo. Nei prossimi mesi ci auguriamo di arrivare all'azzeramento del ricorso alla cassa integrazione ordinaria e alla gestione di questo momentaneo esubero di personale in maniera non traumatica». Nel corso dell'incontro l'azienda ha comunicato un nuovo premio di risultato legato al raggiungimento di obiettivi prefissati che sarà erogato come riconoscimento economico aggiuntivo già dai prossimi mesi. In prospettiva anche la promessa di nuovi posti i lavoro che sostituiranno i futuri pensionamenti. «Non possiamo definire la situazione risolta», concludono i sindacati, «nei prossimi sarà necessario porre la dovuta attenzione a questa vertenza ma possiamo dire che abbiamo iniziato a mettere le basi per la tutela dei livelli occupazionali di questa storica azienda della Val di Sangro». Intanto in Sevel è stato sospeso il terzo turno (notturno) di mercoledì scorso a causa di una lunga fermata della Blutec, fabbrica dell'indotto che produce longheroni e traverse sottoplancia per i furgoni commerciali leggeri. L'attività è ripresa regolarmente sul primo turno di ieri. Si discute invece oggi alle 10 a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo economico, il futuro della Honeywell.
Daria De Laurentiis

