Nuove minacce ultrà a Lettieri: «Nessuno ci mette il bavaglio»

Dopo la notizia del dirigente sottoposto a Daspo, la violenza sui social: auguri di morte. Su Facebook pubblicato addirittura l’indirizzo di casa del nostro cronista
CHIETI. Ci risiamo. Ancora inaccettabili e vergognose minacce. Anche «auguri di morte». I tifosi del Chieti tornano ad attaccare il cronista del Centro Gianluca Lettieri, addirittura pubblicando su Facebook l’indirizzo della sua abitazione. Il motivo? Sempre lo stesso: pubblicare notizie – oggettive e verificate, ma a quanto pare scomode per qualcuno – che riguardano la società neroverde. Prima il racconto dei guai di Wip Finance, la società che detiene l’85% delle quote del club neroverde.
Poi l’ultima, che ha scatenato l’ira degli ultras teatini (siamo certi che sono pochi, e speriamo siano sempre meno) contro il cronista: la nomina a dirigente di Alessandro Mancinelli, tifoso sottoposto a Daspo, impugnato dallo stesso Mancinelli davanti al Tar, che ha rigettato il ricorso un anno fa con queste motivazioni: «L’interesse fatto valere dalla parte ricorrente appare recessivo rispetto a quello pubblico volto a scongiurare ulteriori episodi pericolosi per la pubblica incolumità e ad assicurare l’ordine pubblico e le condizioni di sicurezza in occasione delle manifestazioni sportive».
Dopo aver pubblicato la notizia, su un gruppo social di tifosi del Chieti, qualcuno ha pensato bene di pubblicare l’indirizzo di casa del nostro Gianluca Lettieri, rinfocolando così il clima di tensione nei confronti del cronista a pochi mesi da un precedente non meno grave (lo striscione esposto sotto casa) e rischiando di spingere qualche sconsiderato a recarsi fin sotto casa sua, chissà con quali intenzioni.
A prendere parte nella vicenda è l’Unione della stampa sportiva regionale, attraverso le parole del presidente Giancarlo Febbo: «Già ci siamo espressi in passato sulla vicenda e lo ribadiamo: Gianluca Lettieri, con il suo lavoro di cronista, rappresenta una garanzia per i tifosi del Chieti e non un nemico. La sua ricerca delle notizie assicura, a chi ama i colori neroverdi, trasparenza e conoscenza della verità. Anche quando è scomoda. Condanniamo ogni forma di violenza e minaccia e ci auspichiamo un ritorno a toni più sereni nei rapporti tra la società, i tifosi e gli organi d’informazione».
A rincarare la dose è il presidente nazionale dell’Unione stampa sportiva italiana, Gianfranco Coppola: «In primis voglio confermare non solo la solidarietà ma stima e vicinanza al collega Lettieri che si ritrova nell’inferno della rete addirittura l’indirizzo di casa. Ai pecoroni da tastiera non sfiora l’idea che il collega ha familiari, amici, persone a lui legate che piombano in un incubo. C’è sempre troppo perdonismo. Esattamente come i canali recentemente soppressi stessa misura va adottata a chi ritiene di poter agire come vuole a mezzo social. Le minacce non appartengono alle persone perbene e si deve reagire con fermezza. Ussi è forse l’unico gruppo sindacale che scende in campo per iscritti e anche non iscritti. C’è una linea morale prima ancora che contrattuale. Quando scatta il Codice Rosso bisogna intervenire e deve farlo chi per ruolo ha questo compito. Noi alziamo la voce. Civilmente», chiude il presidente nazionale Ussi.
Il presidente del Coni regionale, Antonello Passacantando: «Il Coni Abruzzo, a sostegno della libertà di stampa e di Gianluca Lettieri del Centro, esprime la propria ferma e incondizionata solidarietà al giornalista che, nell’esercizio del suo lavoro, è stato vigliaccamente offeso e intimidito da una frangia del tifo chietino. Alla chiarezza dei fatti non possono mai contrapporsi il livore e la violenza verbale. Ogni tentativo di delegittimare, offendere o minacciare chi esercita con serietà, coscienza e schiena dritta la professione giornalistica rappresenta un attacco non solo al singolo professionista, ma a un principio fondamentale della nostra democrazia: la libertà di stampa. Il Coni Abruzzo ribadisce con forza: giù le mani dalla stampa libera e indipendente. Nessuno potrà mai mettere il bavaglio a chi fa informazione con correttezza e rigore. Al giornalista va tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno, senza se e senza ma», chiude il Comitato regionale Coni Abruzzo.
Anche ‘Sport e Salute’, attraverso il coordinatore regionale Abruzzo Domenico Scognamiglio, è scesa in campo: «Avevo già letto quello striscione, che mi aveva lasciato sgomento, esposto contro il giornalista Gianluca Lettieri: un gesto che non rappresenta certamente la vera tifoseria del Chieti Calcio, ma solo il pensiero dei soliti pochi “ultras” che, come sempre accade, dietro l’anonimato di una sigla, si permettono di riportare affermazioni minacciose e violente nei confronti di professionisti che fanno il proprio lavoro assumendosi con coraggio e responsabilità, nel bene e nel male, le argomentazioni riportate nei loro articoli. Ricordo che lo sport vero e puro, nel rispetto del pensiero di ognuno, è quel mezzo che più di tutti e ha la forza di unire i popoli ed è su questo concetto che si basa il concetto di democrazia nel mondo in cui viviamo. Pertanto, il tentativo di pochi “pseudo tifosi”, perché veri tifosi non sono, di vietare o limitare, con toni minacciosi, la libertà di stampa, la ritengo una cosa molto grave che va esattamente contro il concetto di democrazia. Esprimo pertanto tutta la mia solidarietà al giornalista Lettieri e alla direzione del quotidiano il Centro, affinché essa continui, come sempre, ad esistere e senza condizionamenti alcuni».
Anche l’amministrazione comunale di Chieti guidata dal sindaco Diego Ferrara ha espresso la sua solidarietà a Gianluca Lettieri: «Il Comune di Chieti si schiera in nome della libertà di stampa, con l’auspicio che si possa tornare a parlare della squadra e della sua impresa calcistica al più presto e in modo positivo».
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