Nuovi contagi, sale l’allerta tra i giovani

Scoppia la protesta al quartiere San Paolo: «Fiume di ragazzi senza mascherina invade il parco all’uscita da scuola»
VASTO . C'è chi ha paura e chi crede ancora di essere immune. I giovani appartengono a questa seconda categoria. Dopo i residenti di via Santa Lucia, protestano le famiglie del quartiere San Paolo. «All’uscita da scuola, un fiume di giovani senza mascherina invade il parco», denunciano. Il sindaco Francesco Menna annuncia il pugno duro con chi non rispetterà le regole di prevenzione. Sul pericolo di una seconda ondata di contagi in città e sull’atteggiamento scanzonato dei giovani è intervenuto anche il direttore sanitario della Asl di Chieti, Angelo Muraglia. Intanto i sindacati della polizia penitenziaria chiedono con urgenza i tamponi.
PARLA MENNA «L’aumento dei casi di positività al Covid in città e nei Comuni vicini impone prudenza e l’attuazione di scelte decise per evitare che la situazione possa precipitare, a cominciare dall’obbligatorietà dell’uso delle mascherine all’uscita da scuole e nei luoghi di aggregazione», dice il sindaco. Menna ieri ha partecipato anche ad un summit in prefettura: «Mi rivolgo a tutti gli studenti, ma anche alle loro famiglie, affinché vi sia una netta inversione di tendenza e non si allenti la linea dell’attenzione. È evidente», continua Menna, «che l’aumento di casi tra i più giovani segnala che questa categoria è a rischio come gli anziani. Questo a causa degli assembramenti che si verificano nei luoghi di maggiore frequentazione, come le piazze e i parchi. Non vi è in questo appello nessuna volontà restrittiva», conclude il sindaco di Vasto, «ma solo la rappresentazione della necessità di preservare la salute e la tranquillità di tutti, sgomberando ogni preoccupazione di un possibile ritorno di situazioni che non vogliamo e non possiamo rivivere». Le forze dell’ordine aumenteranno in questi giorni i controlli a scopo preventivo ma se necessario distribuiranno pesanti sanzioni.
L’APPELLO DI MURAGLIA L’atteggiamento dei giovani è stigmatizzato anche dal direttore aziendale della Asl, Angelo Muraglia. «Molti giovani», dice Muraglia, «affrontano la pandemia facendosi due domande legate fra loro: quale probabilità ho di prendere il virus? Se prendessi il virus sarebbe davvero così grave? Quello che è grave è la superficialità. Le persone corrono un rischio maggiore quando vivono in comunità dove il virus è molto diffuso e quando trascorrono molte ore in spazi chiusi e poco aerati a stretto contatto con chi parla ed espelle goccioline di saliva. Il distanziamento sociale è per questo importante», continua, «così come l’uso della mascherina e il lavaggio frequente delle mani. Invito i giovani a considerare che nella nostra società non esiste una divisione fisica fra persone di età diverse. Al ristorante, nei negozi e nei luoghi pubblici vengono serviti sia i giovani che gli anziani. Ci vuole davvero poco per evitare il contagio. Dobbiamo volerci più bene e proteggerci. In questo modo proteggiamo anche gli altri», conclude Muraglia.
POLIZIA PENITENZIARIA Tornano a chiedere più controlli i sindacati della polizia penitenziaria. «Non intendiamo destare alcuno sterile allarmismo», annotano in un comunicato, «ma visto che recentemente negli istituti penitenziari abruzzesi sono arrivati detenuti positivi al Covid e vista la vulnerabilità degli ambienti di lavoro, il personale di polizia penitenziaria chiede adeguati interventi a salvaguardia della tutela della collettività penitenziaria», annotano i sindacati di polizia.
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