Nuovi reparti all’ospedale: sì a medicina e chirurgia

26 Gennaio 2019

Atessa, avanza la riconversione del San Camillo in presidio di area disagiata Arriva anche il day surgery. Borrelli: «Non solo annunci, i servizi ci sono»

ATESSA. La Asl di Lanciano-Chieti-Vasto, come promesso, ha modificato l’atto aziendale e ha riconosciute all’ospedale San Camillo di Atessa le unità operative per la chirurgia. Il presidio di area disagiata va verso la sua piena attuazione. Nella delibera «immediatamente esecutiva», la numero 53 del 24 gennaio scorso firmata dal direttore generale Pasquale Flacco, si dice riguardo al presidio ospedaliero di area disagiata di Atessa: istituzione della medicina generale, istituzione della chirurgia multidisciplinare day-Surgery, istituzione della medicina perioperatoria, conferma del pronto soccorso, soppressione del pta-Atessa (di fatto, una residenza sanitaria assistenziale per anziani).
«Dopo la riattivazione del pronto soccorso e il ripristino di medicina, registriamo un altro passo avanti lungo il faticoso percorso verso la riapertura dell’ospedale di Atessa», afferma il sindaco Giulio Borrelli, «l’aggiornamento dell’atto aziendale con l’istituzione delle unità operative anche per l’area chirurgica aggiunge un pezzo mancante al riconoscimento del San Camillo come presidio di area disagiata e rafforza l’attività del pronto soccorso. È un fatto positivo, ma non conclusivo. Noi non smobilitiamo finché queste decisioni aziendali, che applicano delibere della giunta regionale, non troveranno piena e concreta attuazione. Non rivendichiamo meriti», afferma Borrelli, «diciamo solo che un territorio unito, nonostante incomprensioni locali, ha rivendicato e sta rivendicando un proprio diritto, previsto dalla legge. Per questo obiettivo ci siano battuti e continueremo a farlo, qualunque saranno le circostanze future e chiunque sarà domani alla guida della Regione. Questa è la parola data e a questo impegno, che portiamo avanti dal 2011, fin dalla nascita del nostro movimento civico, siamo e restiamo fedeli».
L’iter per l’ospedale di area disagiata ebbe inizio nel consiglio comunale del 5 novembre 2017 al quale parteciparono 40 sindaci, l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci e l’ex governatore Luciano D’Alfonso. Poi seguirono (6 novembre e 17 gennaio 2018) due delibere con le quali la giunta regionale ha cambiato i precedenti orientamenti programmatori. Non si può sottacere la dettagliata relazione elaborata dall’Agenzia sanitaria, diretta da Alfonso Mascitelli, e inviata al tavolo di monitoraggio Stato-Regione. «La nostra battaglia», conclude Borrelli, «continua per chiedere al prossimo consiglio regionale una maggiore attenzione verso tutti i piccoli ospedali abruzzesi, che passa anche dalla revisione dell’attuale legislazione nazionale. Sollecito le forze politiche a guardare oltre la campagna elettorale e a non dividersi in sterili polemiche, nell’interesse delle nostre comunità».