Nuovi soccorsi ai neonati «Il servizio così non va»
LANCIANO. «Far partire un’ambulanza da Chieti, per soccorrere un neonato che ha una crisi respiratoria, in emergenza, farla arrivare nei Punti nascita di Lanciano o Vasto, da lì farla ripartire per...
LANCIANO. «Far partire un’ambulanza da Chieti, per soccorrere un neonato che ha una crisi respiratoria, in emergenza, farla arrivare nei Punti nascita di Lanciano o Vasto, da lì farla ripartire per Chieti, o un altro ospedale di secondo livello, significa ottimizzare il servizio? A noi sembra che si perda il doppio del tempo necessario per i soccorsi, mettendo a rischio la vita di un neonato». È il commento di Francesco Taglieri, dirigente del Nursing up, sindacato degli infermieri, dopo la presentazione del nuovo servizio di trasporto Sten, per emergenza neonatale, e Stam, per le donne in gravidanza, attivato dal 1° settembre dalla Asl in concomitanza con la chiusura del Punto nascita di Ortona.
Il servizio Stam, prevede lo stazionamento di un’ambulanza nei presidi sanitari di Lanciano e Vasto per soccorrere le donne che hanno problemi nel momento del parto; quello Sten, invece, prevede che l’ambulanza per il trasporto del neonato, stazioni a Chieti. «Sullo Sten siamo allibiti», afferma Taglieri. «Fino a prima della sua attivazione, se un bambino a Vasto nasceva con un problema che richiedeva il trasferimento in emergenza, si attivava subito il servizio, con la reperibilità dell’equipe in loco. Si partiva da Vasto per arrivare alla destinazione prefissata. Ora, invece, se un neonato a Vasto ha problemi, bisogna chiamare Chieti, che fa attivare le reperibilità, in 20 minuti l’equipe (infermiere e neonatologo) parte da Chieti, fa circa 80 chilometri fino a Vasto, prende il neonato, riparte per Chieti o per altri presidi. Dov’è l’ottimizzazione dei tempi? Dov’è la sicurezza del bambino? Si mette a rischio la salute del neonato. Le ambulanze Sten vanno messe a Lanciano e Vasto, non a Chieti». (t.d.r.)
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