Nuovi stabilimenti balneari è battaglia davanti al Tar

5 Luglio 2019

Ortona. Wwf e Legambiente spiegano i motivi del ricorso ai giudici amministrativi «Impediremo in ogni modo la devastazione di un’area unica per la sua bellezza»

ORTONA. Presunti vizi normativi e danno ambientale sono alla base del ricorso al Tar presentato da Wwf e Legambiente contro le dieci concessioni balneari sul tratto di spiaggia tra i fiumi Foro ed Arielli. Ieri, alla presenza dell’avvocato Francesco Paolo Febbo cha rappresenta entrambe le associazioni, sono state illustrate le ragioni che hanno spinto i due sodalizi ambientalisti a presentare ricorso con cui si intende «impedire la devastazione di una zona unica per la ricchezza e bellezza della vegetazione e per la presenza del fratino».
Per il Wwf e Legambiente l’iniziativa del Comune di Ortona andrebbe a danneggiare irrimediabilmente una delle poche spiagge della costa adriatica tuttora a bassissimo impatto antropico in quanto, nella parte sud, priva di infrastrutture di qualsiasi genere e di vie di accesso. Circostanze che hanno creato in quel sito condizioni uniche per la conservazione dell’ambiente e del paesaggio dunale tipico della costa sabbiosa del medio adriatico, oggi limitato a pochi tratti. Attraverso l’avvocato Febbo, però, le due associazioni sostengono che «gli atti del Comune di Ortona appaiono viziati anche dal punto di vista normativo poiché muovono dall’erroneo presupposto dell’accessibilità delle aree, che invece non esiste o quanto meno non esiste con le caratteristiche di legittimità e, in definitiva, di effettiva fruibilità e in condizioni di sicurezza». Sul piano più squisitamente giuridico l’avvocato Febbo ha evidenziato una serie di incongruenze. Questo perché a suo dire in primo luogo il bando si basa su un piano demaniale comunale non allineato alla normativa regionale e nazionale oggi in vigore. Nell’avviso pubblico per le concessioni si richiama infatti la cartografia del Piano Demaniale Comunale relativo all’anno 2011, «senza tenere in alcun conto, ad esempio, della legge finanziaria del 2018 che ha rivisto il sistema delle concessioni al fine di strutturare un nuovo modello di gestione del demanio marittimo, ancora più importante nel caso specifico per la particolarità e criticità dell’area in questione», è stato detto.
«Trattandosi di attività discrezionale della pubblica amministrazione, proprio in conseguenza della circostanza che il Piano Demaniale Comunale è attualmente in revisione per allinearsi alle direttive del Piano Demaniale Regionale del 2015 e ancor più in ragione delle nuove disposizioni della legge finanziaria 145 del 2018», ha spiegato l’avvocato Febbo, «si sarebbero dovuto esplicitare congrue e dettagliate motivazioni in relazione alla messa a bando di nuove concessioni e in relazione al numero di dieci delle stesse». Wwf e Legambiente chiedono quindi l’annullamento degli atti emessi dal Comune.