Nuovi stalli per i commercianti

24 Marzo 2017

Affari dimezzati dopo la chiusura di via Cavour. Sos al commissario

ORTONA. «In queste condizioni abbiamo perso la metà degli introiti». Ieri, nel giorno del mercato settimanale, per Roberto Di Raimondo è stata una giornata negativa. Lui, che vende pesce all’interno del mercato coperto attualmente chiuso per carenze igienico-sanitarie, si è piazzato con il suo furgone in Vico degli Aranci dove si trovava anche mercoledì mattina, cercando di proporre il più possibile il suo prodotto. Ma senza quel banco dentro la struttura di via Cavour i guadagni sono calati sensibilmente. Una situazione difficile, vissuta da tanti altri commercianti che ieri hanno cercato di rimediare in qualche modo alle difficoltà dei sigilli posti al cuore del commercio ortonese. Una trentina di firme sono state protocollate in Comune per chiedere al commissario prefettizio Domenica Calabrese di trovare un nuovo luogo dove poter continuare a svolgere le attività commerciali. Ed un primo passo sembra essere stato compiuto: «I tecnici comunali stamattina (ieri per chi legge, ndc) ci hanno riferito che per giovedì prossimo saranno assegnate le nuove postazioni ai commercianti, ma non sappiamo ancora la sede». A parlare è Franco Giuliani, un cittadino che si è subito mosso in sostegno dei detentori di banchi vendita all’interno del mercato coperto. «Ci auguriamo che le garanzie forniteci vengano rispettate per il bene della città». Ortona si sta mostrando solidale con gli operatori commerciali. L’impegno di Franco Giuliani ne è un esempio, così come lo è quello di Alberto Rossi, un cittadino che ha scritto al commissario Calabrese sintetizzando cosa rappresenti l'edificio di via Cavour per la sua famiglia e più in generale per la comunità ortonese. «Fin da bambini io e mia moglie abbiamo accompagnato i nostri nonni a fare acquisti tra i banchi di verdura dei “contadini”, i miei suoceri oggi pensionati hanno gestito per trent’anni un esercizio sotto i portici del mercato. Tutti gli attuali operatori, a posto fisso o a vendita diretta di prodotti agricoli, sono nostri amici», si legge nella comunicazione di Rossi. «Il mercato coperto è una grande famiglia, un luogo di vita comunitaria, di scambio di umanità». Allora l’appello rivolto al commissario è a non rinviare tutto alla prossima amministrazione: «Oggi solo a lei spettano le determinazioni decisive in materia», ricorda Rossi, «velocizzi al massimo le procedure di assegnazione e di avvio dei lavori di manutenzione, riaprendo contemporaneamente le attività commerciali». (a.s.)