Nuovo ospedale, è scontro Il caso torna in consiglio

La realizzazione della struttura è in bilico dopo le dichiarazioni di Verì e Schael La maggioranza insiste: non bisogna perdere tempo, il Renzetti è inadeguato
LANCIANO. Sotterranei inagibili, cantieri amianto non ultimati, reparti con lavori fermi da anni, strumenti obsoleti come la tac del 2007: sono le condizioni dell’ospedale Renzetti, in attesa della realizzazione del nuovo presidio che dal 2016 è stato deliberato di costruire nell’area attuale. Una struttura che, tra le dichiarazioni dell’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì di febbraio («La priorità tra i nuovi ospedali è Avezzano»)e le ultime dichiarazioni del manager Thomas Schael («Serve un presidio nuovo che vada oltre la città di Vasto e abbracci un territorio più ampio»), è sempre più in bilico.
Ed è per fare chiarezza che la maggioranza ha deciso di far tornare la discussione sull’ospedale in consiglio comunale, il 12 giugno, con una mozione in cui impegna il sindaco Mario Pupillo a ribadire la ricostruzione del nuovo presidio nel sito attuale; a stigmatizzare in sede di comitato ristretto sindaci i problemi attuali dell’ospedale, sia strutturali che di strumentazioni e personale; a tramettere la risoluzione alla Regione. Nella mozione la maggioranza ricostruisce l’iter che ha portato il consiglio comunale e poi la Regione ad accettare la realizzazione del nuovo ospedale sull’attuale sito nel 2016: un monoblocco di 5 piani dove oggi ci sono l’eliporto e l’obitorio e l’uso dei palazzi storici per accogliere il distretto. Ma questo progetto è solo carta. «La Verì ha detto che il nuovo Renzetti non era prioritario rispetto a quello di Avezzano e Vasto», fa notare la maggioranza, e «in 12 mesi di questo Governo abbiamo assistito alla spoliazione del Renzetti con l’accorpamento della direzione di presidio con quello di Vasto, alla centralizzazione a Chieti dei servizi di laboratorio analisi, alla non attuazione della seconda ambulanza 118 h 24, alla nomina bloccata del nuovo primario di neurologia, allo spostamento a Chieti della direzione delle professioni sanitarie, alla carenza di anestesisti e alla revoca acquisto angiografo». Un elenco a cui aggiungere la non agibilità dei sotterranei. con pazienti e personale costretti a spostarsi all’aperto tra i padiglioni, i cantieri amianto, la mancata realizzazione della cardiologia e la carenza di strumentazioni e personale.
«Serve chiarezza dalla Regione», dice Rosetta Madonna, segretaria del Pd di Lanciano «che non deve perdere tempo per nuove discussioni su localizzazioni e metodologie di investimento già decise. A meno che ci siano cambiamenti. Schael, ad esempio, ha parlato di una stringente necessità di riprendere in mano la questione dei nuovi ospedali sottolineando, però, che ci sarebbe bisogno di individuare una diversa localizzazione per il San Pio che deve rispondere alle esigenze non solo di una città. Che significa? Fa riferimento ancora ad un fantomatico ospedale unico Lanciano/Vasto?».

