Nuovo ospedale, la Cgil: non si può aspettare
Il segretario Zinni: «Non ci interessa la localizzazione: l’importante è che abbia standard adeguati»
VASTO. Le sorti della sanità vastese continuano a tenere vivo il dibattito in città. Il segretario generale della Cgil Fp di Chieti, Sergio Zinni, è tornato sul dibattito in corso in merito all’ubicazione del nuovo ospedale di Vasto. Zinni intende chiarire la posizione del sindacato ed evitare equivoci di sorta. «Non siamo contrari alla realizzazione di un nuovo ospedale per Vasto», dice Zinni, «ma ribadisco che non ci interessa la localizzazione. Quello che ci interessa, piuttosto, è il tipo di ospedale da realizzare. Riteniamo che il territorio e i cittadini abbiano la necessità di un ospedale Dea di I° livello. Il decreto Lorenzin, che definisce gli standard qualitativi, strutturali e tecnologici, relativi all’assistenza ospedaliera, è del 2 aprile del 2015: è da allora che aspettiamo che si realizzi una rete ospedaliera con le specialistiche indicate nel decreto stesso. Sono passati 5 anni senza che nulla si sia mosso. E intanto Vasto resta con un presidio ospedaliero vecchio, con reparti costretti a spostarsi, per problemi di infiltrazioni d’acqua, con relativi disagi per cittadini utenti e personale sanitario».
Il decreto Lorenzin prevede che l’ottenimento del I° o II° livello dipenda dal bacino di utenza. «Chi pensa di poter realizzare l’ospedale al servizio di un territorio con un bacino di utenza inferiore ai 150.000-300.000 abitanti», annota la Cgil, «dovrà assumersi la responsabilità se vi saranno previste unità operative da ospedale di base. Voglio segnalare la latitanza della Regione che deve provvedere a ridisegnare la rete ospedaliera abruzzese, specificando i tipi di ospedali che intende realizzare nei vari territori e la loro sostenibilità. Non ci possiamo permettere ulteriori ritardi per inseguire interessi elettoralistici. In questa situazione di incertezza, mi preme ricordare la responsabilità della Asl Lanciano Vasto Chieti che conta ormai 35 facenti funzione a dirigere importanti Unità operative, ma non si decide a fare i concorsi per selezionare i nuovi primari. Chiediamo anche maggiore trasparenza e il rispetto di contratti e regolamenti per l’individuazione dei facenti funzione nelle more dell’espletamento dei concorsi». Fsi e Fials non sono daccordo. «La loro posizione», risponde Zinni, «fa solo perdere tempo prezioso. A loro chiedo: perché la Regione, invece di fare promesse, non presenta il piano per la rete ospedaliera?». (p.c.)

