Nuovo reparto, la lite degenera

18 Febbraio 2016

Ortona, D’Alessandro attacca Febbo e gli dà del “cannoncino”, il forzista risponde: sei un ventriloquo

ORTONA. Esplode una "guerra" senza esclusione di colpi di dichiarazioni e controdichiarazioni sull'ospedale di Ortona e il fiammante reparto Oncologia Donna, recentemente inaugurato. La diatriba, squisitamente politica, non esclude nemmeno appellativi, come quello di "cannoncino" (persona che le spara grosse) utilizzato dal consigliere regionale Camillo D'Alessandro nei confronti del rivale di minoranza Mauro Febbo, termine coniato dall'ex sindaco di Chieti Nicola Cucullo che pure si beava nell'affibbiare nomignoli sferzanti sui suoi alleati e nemici.

Oggetto del contendere, in questa inedita diatriba perifrastica è, ancora una volta, una parola. Si tratta del termine "temporaneo" inserito nella delibera numero 218 del 10 agosto 2015, in riferimento alla Uosd Ginecologia Oncologica di Ortona, e che per Febbo, presidente della commissione vigilanza regionale, è la prova che il nuovo reparto di Ortona sia solo di passaggio. Circostanza tuttavia smentita sia dall'assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, che dal direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Pasquale Flacco.

«CANNONCINO». «È pronto un premio, il premio "cannoncino" - ironizza D'Alessandro - per chi le spara più grosse: primo classificato per ora Mauro Febbo che ha conquistato la vetta con la bufale della temporaneità del reparto di oncologia della donna. Purtroppo per lui le carte vanno lette tutte e lui non le ha lette. Indicare come "temporanea" l'allocazione presso l'Ospedale di Ortona dell'unità operativa semplice dipartimentale di Ginecologia Oncologica è stato un passaggio tecnico che ha consentito alla Direzione generale della Asli di avviare le procedure tecnico- amministrative per la rapida istituzione dell'unità operativa inaugurata qualche giorno fa. Ma si trattava del solo primo passaggio, a cui sono seguiti altri sconosciuti dai "casisti", da coloro che creano ad arte il caos».

IL NULLA OSTA. D'Alessandro fa riferimento al fatto che la Asl ha avviato la ristrutturazione del reparto al quarto piano del Bernabeo e che si è «attivata per il rilascio del nulla osta di compatibilità programmatoria da parte del Commissario ad acta alla Sanità per il trasferimento definitivo presso l’ospedale di Ortona della Uosd di Ginecologia Oncologica facente parte del Dipartimento Materno-Infantile».

«Tale nulla osta - chiarisce il consigliere Pd - è stato effettivamente rilasciato dallo stesso commissario ad acta con decreto n. 109/2015 del 23 novembre 2015. La delibera n. 218 del 10 agosto 2015 aveva pertanto la sola funzione di avviare la procedura. Gli atti successivi dimostrano chiaramente e inequivocabilmente il trasferimento definitivo dell’ubicazione e dell’attività sanitaria della Ginecologia Oncologica presso l’Ospedale di Ortona». LA REPLICA DI FEBBO. «L’Abruzzo veloce di Luciano D’Alfonso si avvale ormai costantemente di risponditori e ventriloqui - sferza a sua volta il consigliere di Forza Italia - Alle offese, a cui si attaccano coloro che non hanno idee, non sono solito rispondere perché come amministratore ho sempre lavorato con responsabilità e continuo a farlo come rappresentante dell’opposizione con il massimo impegnoi. Per quanto riguarda l’ospedale di Ortona – conclude Febbo - nei 66 mesi di governo regionale, ho impedito che il “compagno” Zuccatelli facesse firmare al presidente Chiodi il decreto di chiusura del Punto nascite, cosa che lui chiaramente non è riuscito a fare. Inoltre sono riuscito a evitare il trasferimento del reparto di Senologia del professor Cianchetti. I fatti parlano per me».

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