Obbligazioni ex Carichieti, il gip non archivia

9 Novembre 2018

Vasto. Risparmi in fumo, il giudice De Ninis dà ai magistrati 4 mesi per individuare i responsabili

VASTO. Obbligazioni subordinate ex Carichieti. Il gip del tribunale di Chieti, Luca De Ninis, ha rigettato la richiesta di archiviazione fatta dalla Procura e disposto che gli atti ritornino dai magistrati per la prosecuzione dell'inchiesta. Non solo. Il giudice avendo individuato profili di responsabilità penale a carico di vertici ex Carichieti ha dato alla Procura 4 mesi di tempo per individuare i responsabili. Fino ad oggi ad essere sotto accusa era un funzionario che avrebbe convinto durante le sue trasferte nel Vastese una pensionata di San Salvo a investire 500mila euro su obbligazioni divenute carta straccia. Il gip ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato della donna, Giovanni Cerella, e chiesto l’approfondimento delle indagini chiedendo che oltre alla responsabilità dell’istituto di credito venga individuato e punito chi fisicamente è venuto nel Vastese per tratte in errore i clienti. La pensionata di San Salvo non è stata l'unica vittima. Altri clienti sono seguiti dall’avvocato Arnaldo Tascione.
La vicenda risale a 4 anni fa. Quando scoppiò il caso la Procura vastese chiese subito l’intervento della guardia di finanza. La vicenda poi passò alla Procura teatina che raggruppò tutti gli esposti. Qualcuno dei truffati è stato in parte risarcito. Altri, come la pensionata di San Salvo, aspettano giustizia. La donna è rimasta senza risparmi con le obbligazioni subordinate, capitale di rischio azzerato con la fine della vecchia banca. «La mia cliente chiede giustizia», ha detto l’avvocato Cerella. «La signora è stata avvicinata più volte da un funzionario che l’ha convinta ad investire tutti i suoi risparmi sulle obbligazioni», rimarca il legale. «È evidente l’induzione all’errore».
Tutte le inchieste sono state riunite a Chieti, perché sede legale dell’ex istituto di credito. «Chi è stato così abile a convincere la mia cliente non può uscire a testa alta da questa storia come se non avesse fatto nulla». Oltre alla vedova, nel Vastese ci sono un insegnante in pensione e un imprenditore che hanno visto andare in fumo il capitale. «Non è possibile dopo una vita di sacrifici rimanere solo con 1.500 euro nel conto», dice l’avvocato Cerella che ha allegato al ricorso anche la consulenza del professore Vecchione di Campobasso che dimostra il danno psicologico subito dalla sua cliente. (p.c.)
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