Occhi vuoti, visi deformi: l’intelligenza artificiale conquista il ballottaggio a Chieti

Scoppia la mania delle foto contraffatte per umiliare l’avversario.
E il botta e risposta tra candidati tira in ballo anche meme e vignette
CHIETI
Volti incurvati, orbite vuote, aste misteriose sospese a mezz’aria o che si conficcano nel collo di un malcapitato, mani che per l’emozione, applaudendo, si compenetrano. I “nuovi mostri” della politica li fa direttamente l’intelligenza artificiale, quando le parole non bastano più e per umiliare l’avversario si colpisce lì dove fa più male: una piazza vuota, con poche persone ad ascoltare il comizio del giorno. Quando va bene, la propaganda a colpi di grafica produce simpatiche vignette infilate nel solco di un’antica tradizione culturale, quella che già nel secolo scorso osteggiava il rivale con slogan sarcastici e pungenti, immagini d’impatto: se nel 1948 un pugnale con sopra inciso “Voto cristiano” difendeva un’amabile famiglia italiana da due serpi, “divorzio” e “libero amore”, oggi Mario Colantonio, Cristiano Sicari e Alessandro Carbone diventano i tre moschettieri che (nella foto) difendono Chieti dal Cardinale Richelieu - Legnini, a spade sguainate, mentre il gruppo progressista risponde con un Poltronesofà made in Chieti con i “poltronisti” del centrodestra e lo slogan “Poltrone di qualità”.
Quando va male, questa battaglia a colpi di frettolose intelligenze artificiali a buon mercato genera incubi: una piazza piena viene svuotata, una vuota viene riempita di soggetti che appaiono infernali in spazi metafisici, alla De Chirico. Più spesso, una piazza sufficientemente piena o vuota viene, a seconda del fronte politico e della necessità, privata o arricchita di cittadini ed elettori partendo da una base, da una foto già esistente. È quello che per tecnicismi viene chiamato upscaling, processo con cui un’immagine o un video, spesso a bassa risoluzione, viene adattato artificialmente per dimensioni maggiori, con qualità più nitida e manomettendone alcune delle informazioni contenute. Nelle ultime ore, la campagna elettorale di Chieti - accesa come non mai, dopo un primo turno che si era fatto lodare per la sua quiete e che ora anima gli elettori con proclami gridati e attacchi diretti - si è combattuta anche così: da un fronte e dall’altro, buttando in pasto agli utenti dei social immagini che di questo o quel comizio restituivano un profilo grottesco, pervertito.
Quelle immagini, inserite - come abbiamo fatto - all’interno di un AI Detector (un rilevatore di immagini fatte con intelligenza artificiale, insomma) di altissima qualità, fanno emergere «parecchi segnali da AI o quantomeno da pesante rielaborazione AI»,
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