Domenico Racanati sprofondato nel fiume, il dolore nel giorno del compleanno

La lettera della moglie: «Continuo a sperare di ritrovarti». La figlia Angelica: «Eri il mio guerriero»
VASTO. Ieri avrebbe compiuto 54 anni, festeggiandoli probabilmente come era solito fare con la sua famiglia. Ma Domenico Racanati, questa volta, non ha spento alcuna candelina: scomparso dal 2 aprile, sprofondando nel fiume Trigno al volante della sua Fiat Bravo, per Domenico qualcuno ieri ha portato un mazzo di fiori sui resti del ponte. Un omaggio allo sfortunato pescatore di Bisceglie la cui unica colpa è stata quella di passare sul viadotto mentre si afflosciava.
La moglie di Domenico, Vanessa, gli ha scritto una lettera di auguri sperando che lui possa leggerla, dove ora si trova: «Mino, è il tuo compleanno e avrei potuto farti gli auguri guardandoti negli occhi. Invece affido queste parole al mio cuore, con la speranza che in qualche modo possano raggiungerti. Da quel 2 aprile non c’è giorno in cui io non pensi a te. Mi manchi immensamente e continuo a sperare di poterti ritrovare. Ovunque tu sia spero che tu possa sentire tutto l’amore che provo per te. Ti auguro buon compleanno. Sei sempre nei miei pensieri, nei miei ricordi e nel mio cuore. Ti aspetto con la stessa forza con cui ti ho sempre amato».
Anche la figlia di Domenico, Angelica, ha dedicato al padre un messaggio: «Se qualcuno mi chiedesse qual è il mio desiderio non avrei dubbi: tornare indietro per rivivere la mia vita con te. Perché non eri solo un padre. Eri il mio guerriero. Mi fa male pensare a tutto quello che avremmo dovuto vivere insieme. Invece oggi posso solo immaginarti. Mi piace pensare che tu stia parlando lassù di me con qualcuno e mi piace pensare che anche se non posso vederti tu continui a camminare al mio fianco proteggendomi come hai sempre fatto. Buon compleanno papà. Se esiste un posto dove le parole arrivano, spero che le mie trovino la strada fino a te. Mi manchi. Oggi come ieri». La Procura ha definito il ritrovamento di Racanati una priorità, ma per il momento i detriti che, a parere di molti esperti, intrappolano il pescatore restano accatastati e non sono stati toccati.
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