Oculistica: via la cataratta con il nanolaser

I primi interventi in Italia eseguiti dal professor Mastropasqua: tecnica innovativa sicura e efficace
CHIETI. Distrugge con grande precisione e in campi operatori molto ristretti i tessuti malati senza danneggiare quelli contigui sani. L’impiego del nanolaser entra in «orbita» per curare le patologie dell’apparato visivo.
E i primi interventi di cataratta in Italia, eseguiti con il prezioso strumento nel Centro nazionale di Alta tecnologia in oftalmologia dell'Università "G.d'Annunzio" di Chieti, portano la «griffe» di Leonardo Mastropasqua, precursore della tecnica con Femtolaser. Nel mese di luglio sono stati eseguiti dal primario ospedaliero i primi interventi di cataratta e di miopia elevata in Italia con l’utilizzo del laser a Nanosecondi, una vera e propria innovazione nel campo della chirurgia oftalmica. «Il laser a Nanosecondi ha la caratteristica di avere una lunghezza d’onda infinitamente corta ed elevatissima efficienza- spiega Mastropasqua- e la sua estrema riduzione della lunghezza d'onda consente di distruggere i tessuti malati senza arrecare nessun danno ai tessuti sani contigui. Ciò oggi si traduce in tempi di recupero visivo ancora più rapidi eliminando le miopie più elevate ma anche le ipermetropie ed astigmatismi elevati. Alla Università “d'Annunzio” siamo stati i primi ad utilizzare il femtolaser ed oggi con il nanosecondi possiamo dire di essere arrivati al top della tecnologia nella chirurgia della cataratta e dei vizi di rifrazione elevati o non risolvibili con chirurgia corneale. La nano chirurgia associata alla chirurgia robotica con Femto,consente di operare oggi tutte le cataratte e di eliminare miopie elevate, ipermetropie elevate, astigmatismi elevati e presbiopia senza bisturi, senza ultrasuoni senza danni ai tessuti sani circostanti con minori rischi intra e postoperatori, un recupero visivo ancora più veloce e duraturo nel tempo». Una evoluzione tecnologica che consente un ulteriore passo avanti nelle chirurgie dell'occhio ed in particolare del cristallino. «Questa ulteriore innovazione», aggiunge Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica Italiana «dimostra ancora una volta quanto l'Oftalmologia italiana sia all'avanguardia sia per tecnologie innovative ed avanzate che per la professionalità dei medici oculisti. E questo a tutela della salute visiva dei cittadini italiani».

