Odorisio presenta il libro

10 Luglio 2018

Il regista arriva con l’attore Roncato e il presidente Legnini

CHIETI. «Credo che questo cordone ombelicale con la mia città mi giocherà scherzi terribili anche stavolta...». Beh, sì. È un Luciano Odorisio visibilmente emozionato quello che apre, nello splendido chiostro del convitto nazionale Giovambattista Vico, la serata dedicata alla presentazione del suo libro “Non invecchieremo mai”, ovvero un mondo, il suo mondo fatto di ricordi, frammenti di vita e sguardi ironici ma al tempo stesso un po’ malinconici su quanto il tempo ha portato via. A condurre l’ incontro, il giornalista Renzo Labarile, letture dell’attore Andrea Roncato, Giancarlo Zappacosta e Alba Bucciarelli, calibrati gli interventi del presidente dell’associazione "Noi del G.B.Vico" Stefano Marchionno e dello scrittore ed editore Arturo Bernava. Ospite d’onore il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, amico di vecchia data del regista teatino: «Luciano è un artista che ha sempre saputo coniugare magistralmente», osserva lo stesso Legnini, «il sarcasmo con la nostalgia intercettando quel flusso di esperienze e valori che anni fa, partendo dalla provincia, seppe farsi storia della comunità nazionale». Analisi lucida a margine di una bella e simpatica serata attorno ad un libro in cui, come osserva Marchionno, «c’è davvero tanta Chieti, città dove chi ha preferito rimanere è purtroppo spesso vittima di quel “ma ca da fa chussu....” che finisce per mortificare tante ambizioni». Le battute di Andrea Roncato, il quale non ha dubbi nel definire l’amico Odorisio «uno dei migliori registi italiani, per me un vero maestro nel momento in cui, smessi i panni del comico, ho indossato quelli di attore». La soddisfazione dell’editore Arturo Bernava: «Un libro divertente e al tempo stesso affascinante, motivo di orgoglio per chi, come noi, cerca comunque di valorizzare questa città». Il ritmo dell’opera di Odorisio, incalzante, cinematografico e dissacrante, ben scandito nelle letture di Zappacosta e della Bucciarelli, tanta gente e tanto coinvolgimento sui ricordi del regista. Dagli aneddoti delle prime esperienze nel mondo del cinema a personaggi e storie dell’infanzia e dell’adolescenza, tutto in nove racconti definiti da Labarile "altrettanti cammei" proposti da chi ha inseguito la propria voglia di sognare con estrema concretezza, un filo di ironia e tanta sensibilità.
Giuseppe Rendine