Offre soldi al nipote per fare sesso Zio ortonese condannato a 2 anni

5 Aprile 2023

Il 15enne non ha accettato le avances e ha raccontato tutto alla madre, poi la denuncia alla polizia  Dopo aver scontato la pena, l’imputato non potrà avvicinarsi ai luoghi frequentati dai ragazzini

ORTONA. È stato condannato a due anni di reclusione lo zio ortonese che ha offerto soldi al nipote di 15 anni per spingerlo a fare sesso con lui. La sentenza del tribunale di Chieti (presidente Guido Campli, giudici a latere Enrico Colagreco e Morena Susi) è stata pronunciata ieri sera. L’imputato, 53 anni, è stato «dichiarato interdetto in perpetuo da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in altre strutture pubbliche o private frequentate abitualmente dai minori». Dopo l’esecuzione della pena, nei confronti dell’uomo sarà applicata per un anno la misura di sicurezza personale «del divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati abitualmente dai minori e del divieto di svolgere lavori che prevedono un contatto abituale con i minori».
Il pm della procura distrettuale dell’Aquila Guido Cocco aveva chiesto per l’imputato 7 anni e 2 mesi. Ma i giudici hanno riqualificato il reato di tentata prostituzione minorile nell’ipotesi prevista al secondo comma, che contempla una pena più lieve rispetto al primo. L’imputato dovrà anche risarcire in separata sede la madre del ragazzino che, assistita dall’avvocato Diego Bracciale, si è costituita parte civile. La vittima non ha accolto le avances dello zio e ha avuto la forza di raccontare tutto alla madre; dopodiché è stata presentata una denuncia alla squadra mobile di Chieti, che ha condotto le indagini.
In due occasioni, per l’accusa, il 53enne ha approfittato di rimanere solo con il nipote in macchina, per formulare delle proposte esplicite dal punto di vista sessuale e anche per prospettargli delle esperienze con altri uomini. In particolare ha assicurato che «avrebbe pagato l’abbonamento dell’autobus» per consentirgli di fare «più esperienze sessuali a Pescara, dove ci sono più persone omosessuali». Prima che il nipote scendesse dall’auto gli ha «regalato 5 euro» e si è fatto dare «un bacio sulla guancia».
In un’altra occasione, sempre in auto, l’uomo si è anche “offerto”, spiegando al nipote che avrebbe potuto avere con lui il suo primo rapporto. Ha raccontato di aver avuto, da giovanissimo, rapporti con adulti in cambio di denaro e ha di nuovo proposto al nipote di incontrare anche altre persone: «Se vuoi fare esperienza, ti faccio pure il regalo», gli ha detto consegnandogli 8 euro. E ancora: «Non è che devi fare gratis perché sei mio nipote».
Il tentativo di indurre il 15enne a prostituirsi è passato anche attraverso l’offerta di una stanza tutta per sé, sostiene sempre l’accusa ricostruendo le condotte dell’uomo che inviava messaggi Whatsapp al nipote per convincerlo. «Se ti vuoi aggiustare una cameretta tutta per te qui per l’estate che stai fresco, scendi, la vedi e decidi. I mobili già li ho, dovremmo solo sistemare e imbiancare. Poi ti fai le chiavi e ci vieni quando vuoi», ha scritto al ragazzino.
«Siamo soddisfatti per la condanna», dice l’avvocato Bracciale, «ma non per il trattamento sanzionatorio. Bisognerà attendere il deposito delle motivazioni per valutare se sono condivisibili le ragioni che hanno portato alla riqualificazione del reato; qualora la procura dovesse decidere di ricorrere in appello, anche noi ci accoderemo».
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