Oggi la Processione in solitaria niente pubblico, rischio multe

Dalle 18 la liturgia del Venerdì Santo, poi il corteo: l’arcivescovo Forte porterà la Croce lungo il Corso deserto Il sindaco annuncia: «Parteciperò alla benedizione con il Tricolore in rappresentanza dei 52mila teatini»
CHIETI. È il giorno della Processione del Venerdì Santo a Chieti. Ma per quest’anno la città non potrà scendere in strada né vedere i 7 simboli sacri che resteranno custoditi in un locale chiuso a chiave nella cattedrale di San Giustino: l’emergenza coronavirus con il rischio della diffusione dei contagi cancella uno dei cortei sacri più antichi d’Italia, risalente secondo la leggenda all’anno 842. In marcia ci sarà soltanto l’arcivescovo Bruno Forte: una camminata simbolica in una città deserta che sarà trasmessa in diretta sul canale 11 di Rete8 (su internet www.rete8.it/canali-tv/rete-sport/).
Al termine della liturgia a porte chiuse, che avrà inizio alle 18 nel Seminario regionale, Forte porterà la croce lungo corso Marrucino e via Pollione per arrivare al sagrato della cattedrale di San Giustino. L’uscita dell’arcivescovo tra le colonne di piazza Trento e Trieste è attesa per le 19.15. Poi, un percorso di quasi 700 metri nel cuore del centro storico vuoto: ogni anno sono almeno 30mila le persone che partecipano al rito curato dall’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti. Quest’anno no: tutti a casa, anche Giampiero Perrotti, governatore dell’Arciconfraternita. Sarà in vigore un servizio d’ordine organizzato dal questore Ruggiero Borzacchiello con il benestare del prefetto Giacomo Barbato. Nessuno è ammesso al corteo: il pubblico deve restare a casa, questo l’invito racchiuso in una lettera di Forte pubblicata ieri sul Centro. E per quelli che usciranno di casa per assistere a una tradizione teatina rivoluzionata dalla pandemia del Covid-19 c’è il rischio di multe da 400 a tremila euro.
Con Forte, oltre all’operatore di Rete8, ci sarà un collaboratore che trascinerà un carrello per diffondere il Miserere, il brano più noto composto dall’abate teatino Saverio Selecchy intorno al 1740. E oggi il brano risuonerà anche dai balconi: i trecento coristi e musicisti, guidati da Giuseppe Pezzullo e Loris Medoro, hanno chiesto ai teatini di diffondere l’audio del Miserere alle 12, orario canonico delle prove generali, e poi dopo la benedizione dell’arcivescovo. Il Miserere come l’Inno d’Italia.
A San Giustino Forte troverà il sindaco Umberto Di Primio: «Sarò presente ai piedi della cattedrale con la fascia tricolore», annuncia il sindaco, «per rappresentare idealmente tutti i 52mila residenti di Chieti e ricevere la benedizione per loro conto», dice Di Primio che sulla Processione in solitaria ha un’idea chiara: «Sarebbe stato meglio evitarla, viola la norma che tutti siamo chiamati a rispettare e questo impone alle autorità una serie di controlli in più con uno sforzo maggiore visto che i cittadini potrebbero avere intenzione di recarsi al Corso per assistere al passaggio della croce, simbolo della Passione. Sconsiglio vivamente ai cittadini di scendere in strada». Di Primio, che in una lettera a Forte aveva proposto di esporre i 7 simboli senza corteo, aggiunge: «Tutti devono rispettare le regole: io faccio la mia parte per la comunità civile; l’arcivescovo sia un buon pastore per la comunità cristiana». In base alla nota di Forte, nessuno dovrebbe prendere parte al corteo, quindi, nemmeno il sindaco: «Non conosco la nota di Forte. Personalmente, così come io nulla dico sulle messe che lui celebra in chiesa, altettanto penso che Forte nulla debba dire su quello che io faccio da sindaco. Farò come ha già fatto all’Aquila il collega Pierluigi Biondi e sarò presente per ricevere la benedizione non per me ma per tutti i cittadini di Chieti che sono rappresentati nel simbolo della fascia tricolore», dice Di Primio.
Domani alle 21.30, su Rete8, veglia pasquale; domenica alle 10.30 messa di Pasqua.

