Olive mal tenute: sequestrati 400 fusti

31 Luglio 2014

Blitz della Forestale in un’azienda frentana. Sigilli a 500 quintali di prodotti senza tracciabilità e stoccati all’aperto

LANCIANO. Quasi 400 fusti di olive stoccati all’aperto, sotto il sole, e privi di tracciabilità e date di scadenza. È scattato il sequestro, da parte della Forestale ai danni di un’azienda specializzata nella produzione di olio ed olive da tavola del Frentano.

Personale del Nucleo agroalimentare dei comandi di Chieti e Pescara, supportato dalla stazione di Atessa, ha effettuato un controllo in tema di sicurezza alimentare presso la ditta. I forestali hanno sottoposto a sequestro amministrativo 395 fusti contenenti olive, per un peso complessivo di 550 quintali, poiché privi di tracciabilità, e quindi di informazioni riguardanti la provenienza, le modalità di conservazione e le date di scadenza del prodotto.

I fusti erano, inoltre, depositati in un piazzale all’aperto della ditta, esposti al sole e agli altri agenti atmosferici, e quindi senza le necessarie garanzie di igiene. Alla ditta è stata contestata l’inosservanza al Regolamento (CE 852/2004) che detta precise prescrizioni circa le modalità di stoccaggio di questi alimenti, la cui applicazione è garanzia di salubrità del prodotto stesso.

«All’azienda è stata contestata la non conformità alle normativa vigenti del “manuale di autocontrollo” di competenza della Asl (Haccp, acronimo di Analisi dei rischi e controllo dei punti critici che certifica l’esistenza di procedure utili a prevenire la contaminazione alimentare, ndc)», spiega il comandante provinciale della Forestale, Livia Mattei, «e questo con particolare riferimento a numerosi settori che connotano la specificità dei processi produttivi dell’azienda: la molitura delle olive, il condizionamento dell’olio, la produzione di olive in salamoia e sottaceti, ma anche la conservazione di piatti pronti e cucinati, conservati sotto vuoto o con il metodo del freddo, il commercio all’ingrosso di uva da tavola, di vino e della frutta in genere. Tutti ambiti questi in cui il rispetto delle regole, oltre che dovuto per norma, è garanzia di qualità degli alimenti e benessere del consumatore».

Alla ditta è stata comminata una sanzione amministrativa di 2.500 euro. Del dissequestro degli alimenti si occuperà adesso la Asl, ma se l’azienda non riuscisse a dimostrare la provenienza delle olive il contenuto dei quasi 400 fusti dovrà essere distrutto. (s.so.)

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