Ombrina Mare, San Vito torna in trincea

4 Luglio 2014

SAN VITO. Prosegue la battaglia del comune di San Vito, guidato da Rocco Catenaro, contro Ombrina Mare, la piattaforma petrolifera che dovrebbe insediarsi a soli 6 chilometri dalla costa. Lo scorso...

SAN VITO. Prosegue la battaglia del comune di San Vito, guidato da Rocco Catenaro, contro Ombrina Mare, la piattaforma petrolifera che dovrebbe insediarsi a soli 6 chilometri dalla costa.

Lo scorso 30 maggio è stato pubblicato, a cura della Medoilgas, la società inglese specializzata nella ricerca ed estrazione di idrocarburi, l’avviso del deposito presso il ministero dell’Ambiente della documentazione inerente all'integrazione dello Studio di Impatto Ambientale ai fini del rilascio della Autorizzazione Ambientale Integrata (Aia), inerente il progetto Ombrina Mare, imposta prima dall’allora ministro dell'ambiente Andrea Orlando e poi confermata dalla sentenza del Tar del Lazio del 16 aprile scorso. «L’amministrazione comunale si è prontamente attivata» specifica l'assessore all'ambiente Luigi Comnini «consultando l’ingegnere Tommaso Giambuzzi, già redattore delle osservazioni presentate in sede di Valutazione di impatto ambientale, e conferendogli l’incarico di redigere, in collaborazione con l’avvocato Giustino Ciampoli del Foro di Milano in qualità di difensore dell’Ente nel vittorioso giudizio innanzi al Tar del Lazio, le osservazioni utili a contrastare l’installazione dell’impianto, da depositare presso il ministero dell’Ambiente entro il 29 luglio prossimo.

La relazione dell’ingegnere Giambuzzi evidenzia diverse ed insuperabili carenze sia tecniche che amministrative del progetto Ombrina Mare". «Se si vuole tuttavia nutrire la speranza di impedire questo sciagurato progetto» prosegue Comini «è fondamentale che il fronte composto dai Comuni, dalla Provincia, dalle associazioni e dalle imprese resti compatto e trovi anzi un valido alleato nella Regione. E' arrivato il momento decisivo per questa battaglia che, senza l'apporto concreto o dei parlamentari locali e della Regione, da noi già ripetutamente invocato, rischia di vederci soccombere». (d.d.l.)

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