«Ombrina, silenzio di Regione e naturalisti»
Accuse da Rocca San Giovanni e San Vito: non si sono costituiti parte civile contro la ricerca petrolifera
LANCIANO. Perché la Regione e le associazioni ambientaliste Wwf e Legambiente non si sono costituite parte civile contro l’installazione della piattaforma petrolifera Ombrina Mare? È la domanda che pongono i sindaci e gli amministratori di San Vito e Rocca San Giovanni all’indomani da un incontro al ministero dell'Ambiente per discutere delle scelte ambientali sulla costa frentana.
La questione è sempre la stessa: capire a che punto è l’iter della perimetrazione e la conseguente nascita del Parco della costa teatina e sapere se la riserva naturale possa in qualche modo ostacolare la deriva petrolifera. «L’arrivo di Ombrina Mare è certo», spiega amareggiato il sindaco di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, «così come è certo che il Parco non può ostacolare le piattaforme autorizzate. La normativa era chiara e stabiliva distanze minime dalla costa dove fossero presenti riserve naturali di qualsiasi genere che sono già presenti nel territorio, come la riserva regionale Grotta delle farfalle e un’area protetta da normative europee. Purtroppo il decreto Passera ha consentito la riattivazione delle procedure autorizzative già in corso, stravolgendo la legge Prestigiamo».
I sindaci hanno anche sondato il gradimento sulla riserva nazionale tra i parlamentari abruzzesi. «A sinistra», prosegue Di Rito, «visto che Ombrina è ineluttabile, non sono tanto sicuri di procedere col Parco. Peraltro al ministero sono stati chiari: non c’è un euro per questo progetto che può essere modificato se sussiste la volontà politica».
E preoccupa molto l’arrivo della piattaforma petrolifera. «Dov’erano la Regione, Legambiente e Wwf nel 2007 quando i ministri Pecoraro Scanio e Bersani diedero l’autorizzazione alle perforazioni?», incalza l’assessore di San Vito, Luigi Comini, «comuni come San Vito, Rocca, Ortona, Fossacesia e Torino di Sangro sono invece stati sempre in prima linea nella battaglia contro il petrolio. San Vito è stato il primo a fare osservazioni contro Ombrina e a opporsi al Tar prima e al Consiglio di Stato poi». «Noi sindaci», conclude Rocco Catenaro, primo cittadino di San Vito, «siamo stati eletti dai cittadini. Non tolleriamo l’attacco delle associazioni ambientaliste che non fanno alcuna distinzione tra chi ha assunto una linea politica di tutela della costa e chi fa finta di essere contro». (d.d.l.)
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