Omicidio di Vasto, uno psichiatra per la perizia sul marito assassino

VASTO. Saranno due i periti che si occuperanno di stabilire se Fabio Di Lello (nella foto grande), 33 anni, al momento di sparare tre colpi di pistola contro Italo D’Elisa, 22 anni, per vendicare la...
VASTO. Saranno due i periti che si occuperanno di stabilire se Fabio Di Lello (nella foto grande), 33 anni, al momento di sparare tre colpi di pistola contro Italo D’Elisa, 22 anni, per vendicare la moglie, era in grado di capire cosa stesse facendo. Gli avvocati dell’uomo chiederanno alla magistratura una perizia decisi ad invocare la seminfermità mentale. Uno dei due periti dovrebbe essere lo psichiatra Vittorio Cei (nel tondo). A creare la confusione mentale in Di Lello potrebbe essere stata la depressione in cui era sprofondato dopo la morte della moglie e per la quale era in cura. «La depressione è la principale causa di disabilità nel mondo. Lo dicono gli esperti e lo ripetono gli studiosi del National Collaborating Centre for Mental Health», ricorda i legali difensori. I manuali di psichiatria confermano che, se non trattata, la depressione può portare all’isolamento sociale, alla cronicizzazione della depressione stessa, ad un aumento del rischio di malattie organiche, ad un maggior tasso di ricoveri fino al suicidio e può spingere ad atti di violenza fino all’omicidio. Secondo la difesa dell’indagato, la perizia psichiatrica è ancora più necessaria in considerazione dello stato in cui Di Lello è sprofondato dopo l’omicidio. Mangia pochissimo, parla ancora meno e piange in continuazione. «Sta malissimo. Non è facile neppure ricordare con lui quanto è accaduto», dicono gli avvocati. (p.c.)

