Omicidio nella casa di riposo, 4 assoluzioni

Vasto. Delitto Marchesani al San Pio: nessuna responsabilità penale per due titolari e due operatori
VASTO. Omicidio nella casa di riposo San Pio: assolti con la formula piena "perché il fatto non sussiste", i quattro imputati, accusati a vario titolo, della morte di Michela Marchesani, 87 anni, l'anziana uccisa il 23 giugno 2019 all’interno della struttura residenziale di via Sa Rocco a Vasto. Il giudice monocratico, dottoressa Stefania Izzi, ha ritenuto insussistenti le attribuzioni di responsabilità, per colpa, nei confronti di Massimo Di Risio e Nora Di Risio, titolari della struttura dove era ospitata Marchesani, di Anna Di Ianni e Michele Nardella, entrambi operatori socio-sanitari in servizio la notte del delitto.
A compiere l'omicidio un 76enne,a ospite dalla clinica da pochi giorni, esattamente dal 21 giugno. La scena era stata ripresa dalle videocamere di videosorveglianza. Le immagini subito sequestrate dai carabinieri si sono rivelate utili per ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto. «Nel corso del dibattimento», hanno spiegato i difensori, gli avvocati Alessandra Cappa, Marco Serafini, Tiziana Magnacca e Luigi Di Penta, «è stato sostenuto che l’evento che portò alla morte della donna colpita nel suo letto con un bastone da Vito Papa, finanziere in pensione e poi deceduto, non era addebitabile alla condotta dei propri assistiti». Gli avvocati hanno documentato, attraverso una perizia medica di parte, che Vito Papa, pur essendo affetto da una patologia non nota alla struttura residenziale e quindi anche agli operatori sociosanitari, in quanto ospite da un paio di giorni, ha compiuto un gesto «eccezionale» e assolutamente imprevedibile e come tale, non addebitabile agli imputati. Nonostante il San Pio sia stato posto sotto la lente d’ingrandimento dagli specialisti dei carabinieri del Nas, per giunta nel contesto del grave episodio dilettuoso, «essa è stata unanimemente giudicata idonea ed anzi eccellente, e con caratteristiche igienico-sanitaria ampiamente rispondenti alla normativa di riferimento», così come hanno riferito gli stessi militari in dibattimento. Alla luce di tutto questo il giudice Izzi, accogliendo le richieste difensive, ha pronunciato l’assoluzione per i Di Risio, Di Ianni e Nardella. (p.c.)
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