Omicidio Vasto, il processo aggiornato al 10 marzo

2 Marzo 2017

Il delitto di Italo D'Elisa, si apre davanti alla Corte d'Assise di Lanciano il procedimento a carico di Fabio Di Lello. Il procuratore Di Florio: "Prova evidente". La difesa chiede il rito abbreviato

LANCIANO. «Chiederemo il rito abbreviato per Fabio Di Lello». È quanto conferma l'avvocato Giovanni Cerella 20 minuti prima dell'avvio del processo, in Corte d'Assise, a Lanciano, al panettiere 34enne di Vasto accusato dell'omicidio volontario premeditato di Italo D'Elisa, ucciso in strada lo scorso primo febbraio con tre colpi di pistola calibro 9. Rigorosi i controlli in Tribunale. In aula ammessa una sola telecamera. D'Elisa, la vittima, aveva 21 anni. Nel luglio dello scorso anno, alla guida della sua auto, a Vasto, era rimasto coinvolto nell'incidente stradale nel quale aveva perso la vita, su uno scooter, la moglie di Di Lello, Roberta Smargiassi.

Il processo è stato aggiornato al 10 marzo prossimo, per la richiesta dei termini a difesa. In aula anche il procuratore capo di Vasto Giampiero Di Florio. In merito al processo per direttissima, Di Florio ha detto: "Abbiamo ritenuto evidente la prova ed è inutile attendere".

I legali dell'imputato -  Cerella e Pierpaolo Andreoni, del foro di Vasto - hanno preannunciato la richiesta di rito abbreviato condizionato a perizia psichiatrica e all'esclusione della premeditazione del delitto. «L'imputato - ha sostenuto la difesa - ha acquistato la pistola sei mesi prima del delitto perché era intenzionato ad usarla contro se stesso». I familiari di D'Elisa - genitori, fratello e zii paterni - hanno presentato la costituzione di parte civile patrocinati dagli avvocati Pompeo Del Re e Gianrico Ranaldi.