Operai malati: «Questa non è giustizia»

13 Maggio 2017

Parlano due dei lavoratori ex Svoa a cui l’Inps chiede indietro le indennità per l’amianto: a qualcuno hanno ipotecato la casa

VASTO . Da due anni e mezzo l’Inps trattiene dalla loro pensione una somma che va dalle 460 euro alle 650 euro mensili. Bruno Sanelli, 75 anni, e Luigi Marchesani, 64 anni, pagano lo scotto di una sentenza della Cassazione che ha completamente ribaltato i verdetti di primo e secondo grado a loro favorevoli, dando il via libera all’Inps per chiedere la restituzione dei benefici economici erogati a causa delle patologie contratte in seguito alla lunga esposizione all’amianto. Sanelli e Marchesani sono due pensionati. Hanno lavorato alle dipendenze della ex Svoa, la fabbrica di olii alimentari di Punta Penna riconvertita nel 1993. Sono entrambi malati di asbestosi, hanno delle limitazioni fisiche a causa della insufficienza respiratoria e la loro aspettativa di vita si è ridotta di almeno dieci anni. Ma al danno si è aggiunta la beffa. «L’Inps mi ha chiesto la restituzione di 65mila euro», attacca Fanelli che dal ’66 al ’92 ha lavorato nella fabbrica di Punta Penna imbottita di amianto, dapprima come chimico e poi come responsabile della produzione, «mentre altri colleghi hanno ricevuto il decreto ingiuntivo, a me l’ente previdenziale ha applicato direttamente la trattenuta del quinto sulla pensione, il cui importo ogni mese subisce una decurtazione di 650 euro. Sono andato a protestare ma non ho ricevuto risposte. Ho trovato un muro di gomma». Non è molto diversa la storia di Marchesani, addetto alla produzione dal ’75 al ’93. «Anche a me hanno applicato la trattenuta, 460 euro al mese», dice l’ex operaio, «mi hanno dato 60mila euro a titolo di indennizzo e ora ne rivogliono 90mila, compresi di interessi. A qualcuno di noi più anziano hanno anche messo una ipoteca sulla casa. Ma che giustizia è mai questa?». Le loro speranze e quelle degli altri lavoratori (ne sono una ventina) che si sono ammalati per essere stati a lungo esposti all’amianto sono ora riposte nella politica. La vicenda è approdata in Parlamento con il senatore vastese Gianluca Castaldi (M5S) che ha presentato un’interrogazione e grazie all’Ona (Osservatorio nazionale amianto) è stata portata all’attenzione anche della Corte Europea. «Questa storia mette in luce una serie di contraddizioni», commenta Ivo Menna, coordinatore regionale Ona, «l’ente previdenziale ha preteso la restituzione dei soldi anche alle vedove dei lavoratori morti per aver contratto il mesotelioma pleurico o la pancreatite. Ho chiesto la presenza dei parlamentari a Vasto e l’audizione da parte della Commissione lavoro della Camera del presidente provinciale dell’Inps Romano e dell’avvocato Cassarino. Su questa incredibile vicenda andremo fino in fondo».
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