Operaio folgorato Cinque indagati alla Asla di Lama

LAMA DEI PELIGNI. Cinque avvisi di garanzia per la morte di Marco Del Cimmuto, l’operaio 33enne di Pescocostanzo (L’Aquila), folgorato mentre era impegnato in un cantiere per l’allestimento di una...
LAMA DEI PELIGNI. Cinque avvisi di garanzia per la morte di Marco Del Cimmuto, l’operaio 33enne di Pescocostanzo (L’Aquila), folgorato mentre era impegnato in un cantiere per l’allestimento di una nuova linea elettrica. Le informative sono state notificate nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Arezzo. Il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo: gli avvisi di garanzia, un atto dovuto in questa fase, sono stati inviati ai tre amministratori, al responsabile e al preposto alla sicurezza della ditta Asla srl di Lama dei Peligni, l’azienda per la quale lavorava il giovane. Del Cimmuto, insieme a due colleghi, stava lavorando all’installazione di un palo della luce nel prato di fronte al Santuario delle Vertighe. Proprio il palo in acciaio, agganciato al braccio meccanico del camion, ha urtato i cavi dell’alta tensione. Del Cimmuto, che si trovava al posto di guida, è stato raggiunto dalla scarica. Subito soccorso da due colleghi e successivamente dalla Croce bianca, è morto qualche ora dopo all’ospedale di Siena.
E oggi Fiom di Chieti e Fiom Abruzzo hanno proclamato una giornata di sciopero alla Asla. «Marco è morto all’ospedale di Siena, lontano da casa», annota la Fiom, sindacato (l’unico presente nell’azienda lamese che conta una 40ina di dipendenti) a cui il giovane era iscritto, «è rimasto folgorato mentre lavorava alla sostituzione di un palo della linea elettrica durante una trasferta ad Arezzo dove la sua azienda aveva vinto una gara». La Asla srl, specializzata in impiantistica elettrica e produzione di energia alternativa, lavora in appalto per Enel anche per la manutenzione di impianti elettrici e la sostituzione di pali e fili della linea elettrica. «Marco è uno dei tanti, troppi, lavoratori che si svegliano presto la mattina, escono per recarsi a lavoro per garantirsi un minimo di reddito e alla sera non varcheranno più la soglia di casa dove i propri cari attendono il rientro», sottolinea la Fiom, «era un giovane lavoratore modello e volenteroso che negli ultimi mesi incuriosito dalla nostra organizzazione si era iscritto insieme ai propri colleghi con la voglia di migliorare le condizioni lavorative all’interno dell’azienda per la quale lavorava». «La Fiom di Chieti e la Fiom Abruzzo si stringono al dolore della famiglia, di tutti i cari e dei colleghi di questo giovane ragazzo», dice il funzionario della Fiom provinciale, Andrea De Lutis, «e nell’attesa che la dinamica dell’incidente sia più chiara e che le indagini stabiliscano e attribuiscano responsabilità in merito all’incidente, nel caso ce ne fossero, proclama una giornata di sciopero».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

