Operaio morto, l’autopsia non chiarisce

25 Giugno 2014

Ci vorranno altri due mesi per spiegare le cause del decesso del quarantenne trovato in coma nella fabbrica. Oggi i funerali

VASTO. L’autopsia non è riuscita a chiarire le cause della morte di Daniele Di Fonzo, il tecnico di 40 anni morto nel reparto di terapia intensiva del San Pio dopo dieci giorni di coma. Gli esami eseguiti dal medico legale Pietro Falco non hanno individuato una patologia tale da avere effetti letali. Per sapere perché il cuore di Daniele si è fermato serviranno esami più approfonditi. Falco ha acquisito anche la cartella clinica dello sfortunato tecnico che al momento del malore si trovava alla Pilkington. I colleghi e gli amici sono sconvolti. Oggi la città saluterà Daniele per l’ultima volta alle 15,30 nella chiesa di San Giovanni Bosco.

Il malore. L’ipotesi più plausibile al momento è quella di un trauma provocato dalla caduta del tecnico dovuta ad un mancamento. Non è scartato neppure il collegamento del decesso con i postumi di un grave incidente avuto qualche anno fa da Di Fonzo. «Sono tutte ipotesi che saranno vagliate. Di certo è che non emergono elementi per stabilire con assoluta certezza cosa ha provocato il malore e la morte», si limita a dire il medico legale Pietro Falco. «È indispensabile eseguire analisi più approfondite sia istologiche e sia dei liquidi ed altri accertamenti per avere un quadro più completo», spiega il perito. Daniele Di Fonzo deve essersi sentito male all’improvviso. L’uomo, infatti, venerdì 13 giugno è arrivato puntuale in fabbrica. Dopo qualche minuto però si è assentato. La collega passata a salutarlo al Crs alle 8,30 non lo ha trovato al suo posto. Dopo un paio d’ore la sua prolungata assenza ha impensierito il personale del suo reparto. Sono scattate le ricerche. Daniele Di Fonzo è stato trovato da Paola Peluzzo Rsu della Uil. Era privo di sensi. Forse già in coma. Trasferito al San Pio non si è più risvegliato e al momento nessuno sa perché.

I nuovi accertamenti. La Procura di Vasto ha deciso di fare chiarezza sulla morte che ha stravolto tanti amici e conoscenti dell’uomo. Ieri il dottore Pietro Falco ha acquisito la cartella clinica e la documentazione che racconta l’incidente avuto da Di Fonzo qualche anno fa, il coma, il risveglio e postumi che ultimamente si erano riacutizzati. L’esame istologico e dei liquidi completeranno il quadro delle analisi. La risposta all’interrogativo non arriverà prima di due mesi.

Il dolore dei familiari e della città. Non è stato facile per la moglie di Daniele, Simona, spiegare ai suoi bambini, Andrea e Chiara che il papà non c’era più. È stato dolorosissimo. Ancora più grande il dolore dei genitori, Rufina e Roberto e del fratello Donato. «Ci si rassegna davanti a una grave malattia ma una morte così improvvisa è terribile», spiega la collega Paola Peluzzo. «Non riesco a dimenticare il corpo di Daniele privo di sensi. È stato terribile. Ancora di più terribile è pensare che Daniele non tornerà più in fabbrica».

I funerali. Sono centinaia i lavoratori che hanno reso omaggio alla salma e oggi parteciperanno ai funerali. Il corteo partirà alle 15,15 dall’obitorio del San Pio e raggiungerà la parrocchia di San Giovanni Bosco. La funzione religiosa comincerà alle 15,30. Anche la dirigenza Pilkington ha fatto pervenire un messaggio di cordoglio alla famiglia Di Fonzo unendosi al dolore dei familiari dello sfortunato lavoratore.

Paola Calvano

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