Operaio muore due anni dopo l’incidente

23 Agosto 2023

Addio a Luigi Basciano, il papà 39enne che si schiantò con la moto ad Atessa. Gli amici: «Resterai con noi per sempre»

CASALBORDINO. È morto oltre due anni dopo lo schianto con la sua moto. Luigi Basciano, operaio trentanovenne di Casalbordino, un sorriso contagioso e un amore smisurato per le figlie Alice e Ilaria, si è spento all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Non si era mai ripreso pienamente dall’incidente stradale avvenuto il 29 luglio 2021 ad Atessa. Oggi il suo paese gli darà l’addio: i funerali, alle 10.30, sono in programma nella basilica di Maria Santissima dei Miracoli.
Quel maledetto pomeriggio Luigi si trovava in località Castelluccio in sella alla sua Hornet: intorno alle quattro, in un tratto di strada in pendenza e dissestato, aveva perso il controllo della due ruote ed era andato a sbattere – stando alla ricostruzione fatta all’epoca dai carabinieri della stazione di Atessa – contro la parte anteriore di una Ford Fiesta, guidata da una donna di 53 anni di Paglieta. Le condizioni del centauro erano apparse subito molto serie, tant’è che era stato trasportato con l’elicottero del 118 al policlinico di Chieti, dove era stato operato d’urgenza. Da quel giorno la vita di Luigi è cambiata e sono iniziate le visite da un ospedale all’altro, circondato dall’amore di familiari e amici che non lo hanno mai lasciato da solo.
Lo piangono, oltre alle due figlie, la moglie Daniela, la mamma Sonia e il papà Giuseppe. È commovente il ricordo degli ex compagni di scuola, che oggi saluteranno Luigi per l’ultima volta: «Saremo tutti accanto a Giuseppe, tenace, straordinario, cuore d’oro come te, e alla tua famiglia. Ma rimarrai sempre con noi, si dice che non muore del tutto chi rimane nel cuore di chi resta. Sarà difficile rimanere qui, su questa terra, tristi e più soli. Chiudendo gli occhi, la tua risata contagiosa, il suono della tua voce, i ricordi e tanto, tantissimo altro faranno sì che ti sentiremo ancora accanto. È dura, impossibile da accettare un’altra giovane vita che ci lascia».
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