Operata dopo il pestaggio nella discoteca

1 Marzo 2016

La diciottenne teatina sottoposta ad un complesso intervento per riparare la mandibola fratturata

CHIETI. Un complesso intervento chirurgico per ricostruire i gravi danni provocati da quel pugno sferrato con inaudita violenza sul volto della diciottenne teatina aggredita due domeniche fa in una discoteca di Mosciano Sant’Angelo da uno sconosciuto. L’operazione è stata eseguita ieri mattina nel reparto maxillo facciale dell’ospedale dell’Aquila.

Il chirurgo ha dovuto impiantare due placche di titanio per riparare la mandibola fratturata e tra un mese, se tutto andrà per il verso giusto, la diciottenne dovrà tornare sotto i ferri per il serraggio della bocca che durerà almeno 40 giorni. Quel colpo sferrato dallo sconosciuto sul volto della giovane ha provocato anche una lesione alle vertebre cervicali. Poteva andare peggio, ma questa considerazione non sposta di un millimetro le responsabilità di chi ha compiuto un gesto così odioso e disumano.

E tra le sofferenze della vittima e quella dei genitori, si insinua anche la rabbia di chi sostiene che nessuno, quella sera, abbia soccorso in modo adeguato la ragazza colpita dal pugno di quell’ uomo che le ha fratturato in più parti la mandibola.

Per la diciottenne non è stata chiamata alcuna ambulanza. È stata la madre, avvertita dalla figlia, ad andarla a prendere in auto per portarla con urgenza al policlinico teatino dove i medici hanno stilato una prognosi di 25 giorni.

Decisamente non congrui rispetto alle conseguenze fisiche provocate da quel pugno.

Un gesto ignobile del quale si cerca ancora l’autore.

A distanza di più di una settimana dal fattaccio gli investigatori non sono riusciti ancora a risalire all’identità dell’aggressore nonostante la giovane e altri testimoni abbiano fornito una sorta di identikit di chi ha vibrato il colpo. Un particolare contributo potrà arrivare anche dall’acquisizione delle immagini del sistema di videosorveglianza ma anche di alcune telecamere della zona: tutto materiale che attualmente è ancora all’esame degli investigatori che lavorano per far chiarezza sulla violenta aggressione.

Doveva essere una serata di svago e di divertimento, ma per la giovane teatina quella serata si è trasformata in un incubo che lascerà segni profondi soprattutto nell’anima. Viene da chiedersi perché quel pugno sferrato con tanta violenza a una sconosciuta e nel bagno della discoteca. Ma ora l’urgenza è un’altra: più dei perché è importante risalire al nome del colpevole. (y.f.)