Operato e salvato dopo il grave incidente

Da Archi a Chieti con l’emorragia all’aorta: niente posti in Rianimazione, ma l’equipe di Palmieri interviene e gli salva la vita
CHIETI. Pochi minuti per decidere e altrettanti per salvare una vita. É stata fondamentale per un anziano di Archi, vittima di un incidente automobilistico e giunto in condizioni gravi all'ospedale Santissima Annunziata di Chieti, la decisione di un'equipe di giovani medici che lo hanno operato d'urgenza malgrado numerose difficoltà logistiche e di gestione. L'uomo, 75 anni e trasferito d'urgenza dall'ospedale Renzetti di Lanciano, presentava una lesione all'aorta toracica discendente con emorragia interna in corso, traumi costali e ortopedici, un ematoma cerebrale e fratture costali e cervicali. Ma in quel momento, le 22 circa di venerdì sera, al Ss Annunziata non c'erano posti letto in terapia intensiva e in rianimazione. Una condizione che, in molti casi tristemente noti alle cronache come quello della neonata morta in ambulanza in Sicilia per mancanza di posti letto in tre ospedali, può generare l'impossibilità di operare nella struttura sanitaria di arrivo e di conseguenza può comportare un ulteriore e pericoloso trasferimento date le condizioni disperate del paziente. In questo caso l'anziano avrebbe dovuto essere trasferito a Pescara. Ma così non è stato.
All'equipe coordinata dal giovane dottor Armando Palmieri (39 anni, medico specializzato in chirurgia vascolare ed endovascolare e a Chieti dal 2007) sono bastati pochissimi minuti per capire cosa fare. Il team di medici è specializzato per l'urgenza ed è composto da specialisti in chirurgia vascolare, cardiochirurgia, radiologia interventista e rianimazione. In via teorica il trasferimento del paziente era ipotizzabile dato che i posti letto a Pescara c'erano, ma date le condizioni e l'età dell'uomo si è deciso di portarlo direttamente in sala operatoria. A quel punto, sempre tenendo conto dell’emergenza e dell’età del paziente, si è deciso di optare per una procedura in uso soprattutto in medicina d'urgenza, diversa da quella che impone l'apertura della cassa toracica per arrivare alla lesione all'aorta ed è stata praticata una piccola incisione all'inguine per arrivare sotto guida angiografica a poter rilasciare una piccola protesi dentro l'aorta toracica discendente.
L'operazione è durata un'ora e ha comportato la presenza di 5 medici. L'uomo ieri, ancora in prognosi riservata, è risultato in condizioni stabili. «Abbiamo dato priorità all'urgenza prima ancora di pensare ai problemi organizzative», racconta il dottor Palmieri, «e abbiamo messo insieme tutte le nostre competenze. La nostra larga esperienza nel trattamento endovascolare e quindi mininvasivo, delle patologie dell'aorta toracica in regime d'urgenza richiede una valutazione multidisciplinare di più specialisti proprio per le lesioni traumatiche che vengono riportate, ad esempio, a seguito di un incidente stradale. Per tale motivo diventa fondamentale una corretta e rapida gestione della rete d'emergenza che spesso presenta lacune e bisogna decidere in fretta nonostante tutte le difficoltà che spesso incontriamo».
Daria De Laurentiis

