Operazione Histonium, assolti 5 imputati

L’inchiesta su sparatorie, incendi ed esplosioni, risale al 2007: per la Corte d’appello il fatto non sussiste
VASTO. Tutti assolti. La Corte d'appello dell'Aquila - presidente Aldo Manfredi, a latere Alfonso Grimaldi e Raffaella Gammarota - si è espressa ieri su una delle vicende giudiziarie più delicate del Vastese, l’operazione Histonium, con l'assoluzione dei 5 imputati condannati 5 anni fa dal tribunale di Vasto. Per Massimo D'Ascenzo e Donatella D'Ascenzo, assistiti dall'avvocato Marisa Berarducci, condannati in primo grado solo per ricettazione, l'assoluzione è stata con formula piena "perché il fatto non sussiste". Gli imputati in primo grado avevano avuto condanne residuali rispetto all'impianto accusatorio originale, ma il loro legale ha voluto ottenere la piena assoluzione.
Per Michele Pasqualone il reato è stato estinto per la morte dell'imputato. Assolti per maturata prescrizione Michele Fiore e Claudio Zinni, difesi dagli avvocati Fiorenzo e Anna Cieri e Alessandro Orlando.
«Per i miei clienti è la fine di un incubo durato 15 anni. La sentenza restituisce dignità ai miei assistiti», ha commentato l'avvocato Berarducci. «In questi anni hanno dimostrato con la loro attività la massima serietà. Questa sentenza ridà loro la serenità perduta». Soddisfatti della sentenza anche gli avvocati Cieri e Orlando.
Sono passati tre lustri dal maxi blitz ordinato dalla Procura di Vasto dopo un lungo periodo di sparatorie, incendi, esplosioni e minacce. Anni di paura fino a quando, grazie al coraggio di una delle vittime e alle intercettazioni telefoniche, scattarono 26 arresti. Due i filoni d’inchiesta, condotti dai carabinieri della compagnia di Vasto guidati 15 anni fa dai pm Anna Rita Mantini e Irene Scordamaglia: Histonium e Histonium 2. La prima operazione portò in carcere 9 persone tra il 2007 e il 2008. Con Histonium 2, le manette scattarono ai polsi di altre 17 persone. Per qualcuno l’accusa cadde subito. Il maxi processo, epilogo di due indagini su un’organizzazione malavitosa, in primo grado, finì cinque anni fa con 5 condanne e 15 assoluzioni. Per 11 imputati, le accuse andarono in prescrizione; 4 furono assolti con la formula «perché il fatto non sussiste». Ieri mattina poco dopo le 12 è arrivata la sentenza della Corte d'appello. Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro il 27 giugno. (p.c.)
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