Ops, c’è l’ultimatum dei giudici: «Tre mesi per tagliare le spese»

Comune e Provincia hanno novanta giorni per sostituire i tre consiglieri con un unico amministratore E la Corte dei conti mette nel mirino anche compensi e benefit: enti al lavoro per rivedere le somme
CHIETI. La Corte dei conti chiede a Provincia e Comune di sostituire il consiglio d’amministrazione della Ops, attualmente formato da tre componenti, con un amministratore unico. La mannaia dell’organo contabile si abbatte anche su indennità e benefit degli amministratori, chiedendo un deciso taglio. A seguito della camera di consiglio del 20 dicembre, la Corte assegna 90 giorni perché le “amministrazioni deferite”, Comune e Provincia, facciano quanto richiesto dal collegio giudicante presieduto da Stefano Siragusa.
LA SOCIETÀ PUBBLICA
L’Ops (organizzazione progetti e servizi) è una società pubblica che si occupa di verifica degli impianti termici, gestione del sistema informativo provinciale e attestazione di prestazione energetica. Lavora con 27 dipendenti, per la maggior parte assunti attraverso selezione privata, solo due con selezione pubblica. Il suo cda è presieduto dal sindaco di Rosello Alessio Monaco ed è composto da Simona Torelli e Michele Maccione. Con l’intento di contenere la spesa pubblica, la Corte dei conti ha aperto un’inchiesta sulla società posseduta all'89,70% dalla Provincia e al 10,30% dal Comune. Per prima cosa la Corte ha voluto sapere come mai alla guida della società c’era un cda di tre componenti anziché un amministratore unico. A questo riguardo i giudici notano nel provvedimento emesso al termine della camera di consiglio che «non risultano indicate le specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa richieste dalla norma, che hanno portato alla nomina di tre componenti, in luogo dell’amministratore unico, che, come evidenziato, costituisce il modello di riferimento normativamente previsto. Non appaiono al collegio condivisibili le controdeduzioni fornite in ordine alla sussistenza di una valida motivazione per procedere alla nomina di un consiglio di amministrazione, in luogo di un amministratore unico». Le controdeduzioni riguardavano la rappresentatività dei soci che, essendo due, avrebbero voluto entrambi essere rappresentati in cda.
I COMPENSI
La Corte ha poi chiesto di conoscere gli emolumenti dei tre componenti del cda, dei tre componenti dell’organo di controllo e di quello dell’unico revisore legale. La Corte ha anche notato che «dai verbali di assemblea del 10 maggio 2022 e del 26 luglio 2022, inviati a questa Sezione», si legge nel dispositivo, «si evince che il compenso lordo del presidente-amministratore delegato è pari ad euro 30.000, in luogo di euro 20.000 riportato nelle schede tecniche delle revisioni periodiche, mentre quelli del vicepresidente e del consigliere si attestano a euro 6.000. In entrambi i casi vanno aggiunti i rimborsi spese».
BENEFIT E RIMBORSI
In secondo luogo, sottolineano i giudici, «è emersa una criticità in ordine alla determinazione delle indennità di carica, nonché al riconoscimento di alcuni benefit all’organo amministrativo». Per quanto riguarda i compensi del cda, la Corte rileva che Provincia e Comune avevano già avviato specifiche verifiche per proprio conto. Circa gli ulteriori benefit riconosciuti al presidente, viene rilevato che «i soci non erano a conoscenza dell’esistenza di polizze assicurative in favore del presidente-amministratore delegato». Le polizze in questione, ordina la Corte, «vanno revocate e la società deve recuperare presso il beneficiario le quote già versate». Anche sui rimborsi spesa erogati agli amministratori è stato fatto un raffronto tra quanto realmente pagato e quanto si sarebbe dovuto pagare, ma sono stati gli stessi soci a richiedere alla società di attivarsi immediatamente per il recupero delle maggiori somme pagate rispetto al dovuto. Insomma, la cura dimagrante per l’Ops è già iniziata e dovrà procedere in maniera spedita nell’arco di 90 giorni, il termine assegnato dalla Corte ai due enti perché riferiscano dei tagli.

