Ora è caccia ai voti della Paolucci

8 Giugno 2016

Al via appelli e consultazioni per allearsi con la candidata civica. Scoppia il “caso” Casapound

LANCIANO. Sono partite dalle scorse ore consultazioni serrate tra gruppi, candidati consiglieri e coalizioni per prepararsi all’esame del ballottaggio. Come previsto, dato che nessuno tra i candidati in campo per i tempi supplementari ha superato il 50% più uno dei voti, Tonia Paolucci e il suo movimento civico Libertà in azione sono l'ago della bilancia. I candidati a sindaco Errico D’Amico, per il centrodestra, e Mario Pupillo, per il centrosinistra, hanno le ore contate per “strappare” eventuali alleanze e accordi. La legge consente per il ballottaggio ulteriori collegamenti, i cosiddetti apparentamenti, tra le liste presenti al primo turno con i due candidati sindaci ammessi al ballottaggio entro una settimana dal voto del primo turno.

Le ipotesi. Gli scenari non sono del tutto scontati. Da un lato la Paolucci risponde ad un elettorato principalmente di centrodestra, ma dall’altro il suo strappo con i partiti è noto da tempo. La candidata sconfitta fin dal 2013 ha abbandonato le fila dell’Udc dai banchi della minoranza consiliare, scegliendo di appoggiare la lista civica di Con Bozza sindaco, fondata dal commercialista ed ex candidato alle amministrative del 2011, Ermando Bozza, che a sua volta non volle far parte della coalizione del Popolo delle Libertà che lo aveva sostenuto. La Paolucci nei mesi scorsi era stata molto corteggiata dal centrodestra per partecipare alle primarie di coalizione, ma aveva risposto chiaramente picche: «In coloro che si dicono rappresentanti dell’attuale centrodestra lancianese», aveva detto, «non vedo nessuno che potrebbe condividere il nostro progetto». E con la Paolucci e Bozza è approdato anche l’ex capogruppo di Forza Italia, Manlio D’Ortona, deluso dagli attriti e dai silenzi della sua area politica di appartenenza. Tutto farebbe, quindi, pensare ad un “aggancio” più facile da parte del candidato Pupillo. Le prossime ore saranno decisive.

Il “caso” Casapound. A creare più di un imbarazzo nelle varie ipotesi di apparentamento è sicuramente la lista facente capo a Casapound, movimento che, se in città si è distinto per opere sociali e di solidarietà, altrove è indicato come espressione di estrema destra. Pupillo più volte in campagna elettorale ha ricordato i valori legati alla Resistenza e alla difesa della città medaglia d’oro al Valor militare, e ha già ribadito che «non ci saranno apparentamenti con liste xenofobe e neofasciste». Per quanto riguarda D’Amico è noto il suo impegno, all’interno dell’Associazione culturale frentana, per la rassegna musicale e la fiaccolata del 5 ottobre in omaggio ai Martiri Ottobrini del 1943. La Paolucci sarà disposta a “sacrificare” Nico Barone, il più votato della sua coalizione (334 voti), per logiche di opportunità politica?

L’appello al voto. «Oltre 13mila cittadini, il 62% dei votanti», considera Pupillo in vista del ballottaggio, «hanno bocciato un sistema che ha ridotto la nostra città ad una periferia dell’impero. La politica del ’900 di D’Amico ha fallito, inchiodando la sua coalizione a ben 1.600 voti in meno rispetto a cinque anni fa. Siamo sereni sul ballottaggio: i lancianesi esprimeranno un voto libero». Un appello alla Paolucci e agli elettori «ad unire le forze» e a «mandare a casa Pupillo e Valente» lo rivolge invece D’Amico, che punta ai cinquemila voti persi dal centrosinistra dal 2011 ad oggi. «Si può partire dalla comunanza di valori e progetti», incalza il candidato di centrodestra, «per una nuova centralità alle contrade, maggiore sicurezza e un’amministrazione vicina ai bisogni dei cittadini».

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