«Ora servono ispezioni a tappeto»

La richiesta di Tosto: troppi rischi con cisterne vecchie, subito controlli
CHIETI. A lanciare l’allarme sui serbatoi interrati per gpl è l’Aipe, l’associazione delle imprese di caldareria presieduta dal teatino Luca Tosto: «I 900mila impianti ricondizionati, potezialmente fuorilegge e sparsi in tutta Italia, devono essere ispezionati e verificati subito». Dall’associazione sottolineano come la Commissione europea, da luglio scorso, abbia messo in mora l’Italia «contestando la modalità di ricondizionamento dei serbatoi che vengono modificati in violazione della normativa. Aipe ha denunciato ormai da tempo questa situazione divenuta insostenibile e che espone a rischio gli utenti di serbatoi ricondizionati insieme ai costruttori che vedono modificati, fuori dalle regole, gli impianti costruiti anche oltre 30 anni fa».
Attualmente in Europa, per normare l’intero comparto, si utilizza la direttiva attrezzature a pressione, comunemente detta Ped, «che identifica come responsabile unico del processo produttivo il fabbricante. L’Aipe è intervenuta per denunciare che le modalità di controllo impiegate, per essere in regola con la normativa, sono in parte insufficienti a mettere in sicurezza l’apparecchio. Sottovalutare quello che potrebbe accadere, soprattutto su serbatoi che hanno già avuto una vita di 20 o 30 anni e contenenti sostanze infiammabili ed esplosive, metterebbe a rischio l’incolumità di tantissime persone, dai privati agli operatori, che sono oltre 500». Dall’associazione insistono: «Dai ponti crollati in autostrada fino al Morandi di Genova, le catastrofi ci insegnano che occorre intervenire prima che sia troppo tardi. Per questo Aipe ha avviato una cooperazione con l’università della Tuscia per dimostrare che occorre dissotterrare i serbatori per effettuare un controllo che metta in sicurezza sia l’apparecchio ma, soprattutto, chi usufruisce del servizio». Dai primi risultati degli studi emerge che il metodo di verifica a emissioni acustiche «è efficace per rilevare eventuali corrosioni in atto, ma riscontra alcune difficoltà nell’individuazione di altri difetti strutturali che potrebbero mettere in pericolo l’utilizzo in sicurezza del serbatoio». (g.let.)

