«Ora telecamere e più controlli»

28 Marzo 2018

Catenaro: c’è un progetto già pronto. Altobelli: cittadini pronti a rifare le ronde

SAN VITO CHIETINO. «Vogliamo le telecamere e maggiore sicurezza». Lo chiedono i cittadini dopo i recenti fatti di cronaca. Lunedì sera la cruenta rapina ai danni di un commerciante 73enne in contrada Pontoni, a cui i banditi hanno amputato un dito. Due giorni prima, sabato notte, l’esplosione al bancomat Bper in piazza Garibaldi. A novembre la terza rapina all’ufficio postale della Marina e a luglio scorso l’esplosione del bancomat di Nuova Carichieti, sempre alla Marina. «Avevamo elaborato un progetto per la videosorveglianza», ricorda l’ex sindaco Rocco Catenaro (Nuova Alleanza), «che aveva ottenuto anche il via libera del prefetto. Prevedeva telecamere nei punti di accesso al paese e in alcuni punti strategici come piazza Garibaldi. Costo 20-30.000 euro, da reperire. Oltre ai fondi statali avevamo pensato a un bando per affidare ai privati la gestione delle telecamere a fronte di un canone annuale da determinare. Ma è rimasto tutto sulla carta». «Il progetto di videosorveglianza va portato a termine», incalza Enzo Altobelli (Viviamo San Vito), «lo abbiamo già chiesto a novembre in consiglio, con una mozione approvata all’unanimità, ma alla quale non si è ancora dato seguito. È necessario che il sindaco richieda al prefetto una maggiore presenza di forze dell’ordine sul territorio per servizi di controllo quotidiano. A Sant’Apollinare erano state organizzate ronde dai cittadini per fermare i furti nelle case: c’è chi pensa di riprenderle perché si ha paura». «Siamo preoccupati e spaventati», dice Gabriele Nardone, commerciante, «se la nuova amministrazione non intende portare avanti il progetto della precedente sulle telecamere, ne appronti un altro, ma subito. Inoltre chieda maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine che qui ci sono». «Il progetto della videosorveglianza non è stato cestinato», risponde il sindaco Emiliano Bozzelli, «stiamo reperendo le risorse per avviarlo, ma le telecamere non risolvono il problema. Serve una stretta collaborazione con le forze di polizia locale e i carabinieri che pattugliano il territorio, e questa c’è». (t.d.r.)