Ora è lite sull’acqua dimezzata

10 Luglio 2015

Sputore (Pd) chiede l’intervento del prefetto. Febbo (FI): fallimentare questa gestione del Consorzio

VASTO. L’acqua continua a diminuire ma la richiesta di convocazione di un tavolo tecnico fatta dai sindaci di Vasto e San Salvo non ha ancora ricevuto una risposta. «Solleciterò personalmente il summit al prefetto», dice il sindaco facente funzione di Vasto, Vincenzo Sputore (Pd). «Ho chiesto al Consorzio di bonifica Sud di sapere con assoluta certezza fino a quando basterà l’acqua che abbiamo. Chiedo che davanti all’emergenza vengano privilegiate la popolazione e le industrie», afferma Sputore. Subito dopo il sindaco pro tempore rivolge un pensiero ai dipendenti dell’ente: «So che da mesi non ricevono gli stipendi. Hanno tutta la mia solidarietà». Un incontro sindacale si è concluso con il nulla di fatto.

I dipendenti sono divisi. C’è chi chiede le dimissioni del commissario Sandro Annibali e invoca il ritorno dell’ex presidente Fabrizio Marchetti e chi invece ritiene che le dimissioni di Annibali da sole non servano. Intanto sulla delicata vicenda è intervenuto il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo. «Dopo quasi un anno di gestione commissariale, la situazione è solo peggiorata creando disagi e disservizi nel Vastese», scrive Febbo . «Dove sono il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso e l’assessore regionale Dino Pepe? E soprattutto, quali azioni intendono mettere in campo viste le attuali criticità che emergono sull’approviggionamento idrico per il territorio vastese facendo allarmare in particolare il mondo rurale, turistico e quello industriale di San Salvo? Questo dato allarmante ad oggi è l’unico risultato evidente dopo i primi nove mesi di gestione del Consorzio di bonifica da parte del Pd che ha solo pensato a sostituire il precedente presidente con un commissario ad acta completamente assente», annota Febbo. «Negli anni passati già nei mesi di marzo e aprile, io chiedevo il monitoraggio della quantità di acqua presente nell’invaso della diga di Chiauci al fine di conoscere la reale situazione ed evitare una crisi idrica in piena estate. Credo che sia veramente imbarazzante accorgersi che, fino a lunedì scorso, la nuova gestione non abbia prodotto nessun atto se non un tavolo tecnico non risolutivo, al fine di intervenire in materia di contenimento e di razionalizzazione delle risorse idriche disponibili. Imbarazzante è anche il silenzio di alcune organizzazioni professionali che oggi, alla luce del disastro e della disorganizzazione in cui versa il Consorzio di bonifica sud, tacciono e non intervengono per tutelare il mondo rurale».

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