Ordigno ai Marrollo, un aiuto dai filmati

Messaggi di solidarietà alla famiglia dell’ex presidente di Confindustria. Gli investigatori confidano nella videosorveglianza
VASTO. La paura è diventata rabbia, l'incredulità si è trasformata in determinazione a scoprire la verità. Il giorno dopo l'attentato alla residenza della famiglia dell'imprenditore Riccardo Calogero Marrollo, sono migliaia i messaggi di solidarietà arrivati ai figli dell'ex presidente di Confindustria Chieti e Abruzzo nei primi anni 2000. Attestati di stima che hanno rincuorato e commosso la famiglia che però per il momento non intende commentare in alcun modo quanto accaduto. Gli investigatori sono al lavoro. Hanno acquisito e controllato i documenti relativi alle attività lavorative dei figli di Riccardo Calogero Marrollo ma non è emerso alcun particolare utile alle indagini. Gli investigatori sono propensi ad escludere collegamenti con le attuali attività della famiglia e ritengono improbabili collegamenti con le società di costruzioni o rifiuti industriali ormai chiuse da anni.
Gli uomini della Scientifica stanno esaminando le schegge e i frammenti del materiale esploso e sono alla ricerca di telecamere anche nelle strade attigue alla villa dei Marrollo che potrebbero aver ripreso l'arrivo e la fuga dell'attentatore. La bomba carta è esplosa alle 5.10. Gli operatori ecologici sono passati a ritirare i rifiuti alle 4.40. L'autore dell'attentato ha raggiunto la villa fra le 5.10 e le 4.40 . A quell'ora i residenti della zona dormivano ma qualcuno potrebbe aver sentito passare una moto o un auto. L'attentatore potrebbe anche aver raggiunto la villa a piedi scappando dopo l'accensione della miccia senza andare troppo lontano. «A quell'ora in quella zona transitano pochissimi mezzi», ricorda il comandante del nucleo operativo dei carabinieri, il tenente Vincenzo Renzi, «chiunque ha sentito o visto qualcosa di strano è invitato a collaborare. Anche un piccolo particolare può rivelarsi prezioso. Noi per il momento continuiamo a indagare a tutto campo».
A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Michele Pecoraro. Tanti i messaggi di solidarietà alla famiglia di imprenditori. Fra loro c'è anche quello del sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca. «Alla famiglia Marrollo», scrive Magnacca, «va la mia personale vicinanza e la vicinanza istituzionale per un incomprensibile e barbaro attacco in un momento di grande paura e generale disorientamento».
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