Ordinanza bimbi nel bosco, il ministro Roccella: «Servono verifiche»

Roccella a Vasto, lo scorso giugno, in occasione della sua visita alla casa famiglia
Sulla questione interviene anche la deputata Brambilla: «Ancora limitazioni senza reale fondamento, ignorati i minori»
VASTO. «Sarebbe importante che ci fosse una verifica da parte terza sugli effetti dei provvedimenti assunti sulla salute dei bambini, esaminando il prima e il dopo e valutando alla luce del loro benessere come si debba andare avanti». La ministra per la Famiglia e le Pari opportunità Eugenia Roccella è la prima, tra gli esponenti del governo, a esplicitare i dubbi sull’ultima ordinanza emessa dal tribunale per i minorenni dell’Aquila riguardo il caso della famiglia del bosco. La Roccella ricorda come in questi casi, in cui «ogni decisione viene assunta invocando l'interesse dei minori», sia proprio il loro bene a «orientare le scelte».
Per quanto il «ricongiungimento “a tappe” dei bambini Trevallion con i loro genitori, stabilito dai giudici, possa essere infatti un passo decisivo per la riunificazione della famiglia», continua la ministra, «le ulteriori limitazioni imposte, e il tempo che va ad aggiungersi a quello già trascorso, meriterebbero un'analisi oggettiva della situazione dei piccoli e della rispondenza di ogni scelta all'interesse loro e della loro salute». Un discorso che «vale per la famiglia nel bosco come per le tante famiglie colpite da provvedimenti di allontanamento», aggiunge la Roccella, «che certamente vengono assunti con delle motivazioni, ma rispetto ai quali, vista la posta in gioco, le verifiche e le valutazioni sul benessere psicofisico dei minori sono necessarie».
Anche la deputata Michela Brambilla, che da tempo si spende in difesa della famiglia Trevallion, ha commentato duramente la scelta operata dai giudici. «Non la soluzione tanto attesa, il ricongiungimento o per meglio dire la “scarcerazione”», ma «una serie di limitazioni senza reale fondamento» e che giustificano «un ulteriore approfondimento della tematica degli allontanamenti da parte della commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, direttamente con i magistrati e i servizi sociali coinvolti nella vicenda», ha detto la Brambilla, che di quella commissione è presidente.
E prosegue: «Il tribunale ha atteso fino all’ultimo giorno di servizio della presidente Angrisano per rispondere ad un'istanza presentata dalla difesa dei coniugi Trevallion il 25 giugno scorso. Peraltro il provvedimento, lungi dal disporre il pieno ricongiungimento familiare, prevede solo un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia con rientri diurni a Palmoli e la possibilità, dal mese prossimo, di pernottare a casa nei weekend, benché siano state risolte le criticità abitative e sociali contestate. In sostanza», conclude, nonostante si potesse decidere per tempo, non solo i figli dei coniugi Trevallion non hanno potuto trascorrere le vacanze con i loro genitori, neppure qualche giorno, ma il tribunale ha completamente ignorato i rischi per la psiche e lo sviluppo dei minori».
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