Ore 9.30, la Zingariello sale in procura

L’ex segretaria di De Fanis sentita per oltre due ore dal magistrato, è parte offesa in un’inchiesta coperta dal segreto
CHIETI. Ore 9.30, Lucia Zingariello sale le scale della procura di Chieti. L’ex segretaria di Luigi De Fanis non è accompagnata da alcun avvocato. Quindi non può che essere parte offesa in una nuova inchiesta che resta rigorosamente coperta dal segreto. Tarantina di nascita, residente a Guardiagrele e dipendente di una clinica privata, la 34enne Zingariello rimane per oltre due ore nella stanza un magistrato. La sua è una deposizione fiume. Proprio due sere fa, La 7, ha rievocato ancora una volta la sua vicenda giudiziaria-choc, parlando del fantomatico contratto hard, mai trovato e da lei sempre e categoricamente smentito, con l’ex assessore regionale alla Cultura arrestato, il 12 novembre del 2013, per presunte tangenti, cioè per concussione, ma anche truffa e peculato, e ormai tornato in libertà.
«Sono colpevole solo di essere donna», aveva dichiarato l’ex segretaria nel momento più caldo dell’inchiesta della procura di Pescara quando reagì querelando chi sosteneva l’esistenza di quel contratto che prevedeva una retribuzione in cambio di sesso. Della Zingariello hanno raccontato per mesi giornali e televisioni. La sua storia e il suo volto sono così prepotentemente entrati nell’immaginario collettivo. Ed era impossibile non riconoscerla, ieri mattina, quando, con passo spedito ed elegante, ha percorso il breve tratto di via Spaventa, proveniente dalla Trinità, per imboccare le scale della procura.
Capelli neri, tailleur blu, camicetta bianca e di seta, scarpe con un tacco appena accennato, l’ex segretaria di De Fanis è apparsa dimagrita rispetto a quando le tv l’intervistavano di continuo. Più magra è provata da una vicenda giudiziaria che l’ha portata anche davanti ai magistrati di Lanciano per un giallo nel giallo, nato da una sua rivelazione, sul presunto tentativo di De Fanis, che della Zingariello s’era davvero invaghito, di uccidere la moglie, Rosanna Ranieri. Come?
L’ex assessore avrebbe tentato di avvelenarla somministrandole un farmaco che poteva portare all’arresto cardiaco. Ma il giorno del faccia a faccia, con l’ex segretaria diventata accusatrice, moglie e marito arrivarono insieme al tribunale lancianese. Era certamente un modo per rispondere alle affermazioni della Zingariello che ieri era in procura a Chieti per una terza inchiesta che la vede non protagonista e sicuramente vittima, ancora una volta, di una vicenda che l’ha esposta in modo incredibile dal punto di vista mediatico. Bocche cucite in procura. Ma è come se lei volesse difendersi da qualcuno che la sta perseguitando da mesi.

