Orientale, scala a pezzi rifiuti e misteriosi bidoni

24 Settembre 2016

Ortona, la parte Sud del belvedere offre uno spettacolo da città che non va Poi però vai a Nord e scopri la bellezza grazie al lavoro dei ragazzi di Zooart

ORTONA. È uno dei posti più suggestivi di Ortona, una terrazza sul mare e sul porto dove poter ammirare il sole sorgere all’orizzonte e lo scalo marittimo movimentarsi con tutte le sue attività. Ma la Passeggiata Orientale rappresenta al momento anche qualcosa di più: è il simbolo di ciò che va e ciò che non va, la sintesi perfetta di una città dai due volti. Sì, perché se da una parte sono innegabili il fascino e le bellezze di Ortona, esaltate grazie anche all'impegno di cittadini, dall'altra è altrettanto evidente il degrado e lo stato di abbandono che caratterizzano diversi tratti del suo territorio.

L'Orientale è la meta perfetta dove scorgere le due facce della medaglia. Basta sporgersi in due punti diversi del belvedere, uno più a nord ed uno più a sud, per notare con i propri occhi due panorami totalmente differenti.

LA CITTÀ CHE NON VA. Ci fermiamo nella parte sud della Passeggiata Orientale, di fronte al Palazzo Farnese. Di sotto c'è il sentiero che conduce alla strada che scende giù al porto. Osservando dall'alto si intravede una condizione non semplice, ma è solo percorrendo lo stesso sentiero frequentato da molte persone che si comprende realmente la situazione. Dopo appena due scalette ne troviamo una rotta, sembra essere questo il preludio a ciò che ci attende un po’ più giù. Finisce la gradinata e ci imbattiamo in una selva dove si può trovare di tutto. L'erba alta ai bordi della strada spadroneggia, ma questo dettaglio è il minore dei mali. Notiamo due stanze, ci informiamo e ci confermano che appartengono al Comune. In una delle due la porta è rotta ed è appoggiata al muro.

Dentro il locale c'è di tutto, nel totale abbandono. Un fusto, tubi, vestiti, residui di cibo, lattine e bottiglie di alcolici. Nell'aria c'è un odore nauseabondo, impossibile non rendersene conto passando da queste parti. Ci avviciniamo alla seconda stanza, e la situazione non cambia di molto. Anche qui troviamo di tutto, una vera e propria discarica, abbandonata senza che nessuno intervenga da chissà quanto tempo.

L'OCCHIO DEI TURISTI. Sopra di noi, affacciati al terrazzino della Passeggiata Orientale, ci sono un ragazzo e una ragazza con borsa sulle spalle e macchinetta fotografica in mano pronta ad immortalare il panorama con il mare in bella vista. Si tratta di due turisti che prima lanciano un'occhiata all'orizzonte e poi verso il basso. Intravisto l'abbandono che regna, decidono di non scendere. Questa stessa coppia però la ritroviamo qualche minuto più tardi in un altro punto della zona appena al di sotto dell'Orientale.

Siamo un po’ più a nord, di pochissimi metri rispetto alla prima area "perlustrata" e lo scenario è completamente diverso.

LA CITTÀ CHE VA. I due turisti sono scesi dal belvedere, incuriositi da qualcosa che li ha attirati. Qui infatti ci sono le "gabbie" di Zooart, l'associazione culturale presieduta da Gabriele Lacchè che durante l'estate appena trascorsa ha organizzato l’11ª edizione della rassegna d’arte che si svolge proprio in questo punto al di sotto dell'Orientale, nell’ex zoo comunale.

I ragazzi di Zooart hanno riportato alla luce un tratto delle vecchie rotaie e le scale di sicurezza dell'antica funicolare di Ortona che passava da queste parti, sepolte dalle macerie arginate da una protezione in cemento. E così hanno trasformato l'area in un'autentica attrazione, dove d'estate si tengono esposizioni e appuntamenti musicali, contribuendo con gran parte delle proprie forze a mantenere in ordine la zona. Un impegno che va applaudito e che aiuta a coltivare bellezza, quella che qualche metro più a sud è svanita. Ed aspetta di essere ritrovata.