Oro di San Rocco, nuove indagini

5 Settembre 2016

Orsogna, il giudice affida il caso ai carabinieri della Tutela del patrimonio culturale

ORSOGNA. Dalla inammissibilità dell’opposizione alla richiesta di archiviazione del caso a nuovi accertamenti per volontà del giudice delle indagini preliminari, Antonella Radaelli. Detto e fatto. Per la vicenda dell’oro di San Rocco venduto dall’ex parroco don Mario Persoglio per riparare il tetto della chiesa di San Nicola e per questo denunciato per furto, riparte l’inchiesta dopo che il “Comitato per il recupero per l’oro di San Rocco” si era opposto alla richiesta di archiviazione del caso. E le carte sono state affidate ai carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale di Ancona, inserito funzionalmente nell’ambito del ministero per i Beni e le attività culturali con compiti di sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale nazionale attraverso la prevenzione e la repressione delle violazioni alla legislazione di tutela dei beni culturali e paesaggistici.

Il caso di Orsogna è stato affidato al comando di Ancona dell’Arma i cui militari sono già stati in paese nei giorni scorsi per un confronto con i colleghi della locale caserma e per svolgere le prime indagini. Il compito degli specialisti delle opere d’arte consisterà nella visione delle foto su quello che era il tesoro di San Rocco necessaria a stimare quanto è rimasto di quel patrimonio e quanto è stato venduto dall’ex parroco anche alla luce delle testimonianze reperibili in paese e nella denuncia formalizzata nei mesi scorsi dal Comitato dei fedeli. Bisognerà anche valutare l’effettiva importanza del cosiddetto “oro di una volta” dei donativi dei fedeli entrati nel patrimonio della parrocchia come ex voto e quindi con un valore affettivo di una certa entità per quanti lo avevano “offerto” al santo. I risultati della nuova inchiesta saranno consegnati nei giorni scorsi al giudice per le valutazioni del caso.

Il Comitato dei fedeli di Orsogna nel presentare la denuncia in Procura ha sempre sostenuto di non avere intenti persecutori, ma soltanto di voler far luce sulla sparizione di quel patrimonio. Gli avvocati del Comitato, Mauro Faiulli e Delia Verna, avevano chiesto alla Procura che si indagasse non per il furto dell’oro, ma per altri tipi di reato come la violazione della normativa a tutela dei beni culturali. La richiesta era dovuta al fatto che sono spuntate le ricevute di un Compro Oro che ha acquistato 1.457 grammi di gioielli del santo e che per i parrocchiani quella sarebbe soltanto una minima parte del tesoro scomparso. (r.o.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA