Orsogna in lacrime per Mario «Il tuo sorriso è sempre con noi»

La comunità è sconvolta dalla scomparsa dello chef di 31 anni precipitato da una scala antincendio Il ricordo di chi lo conosceva: «Era l’amico di tutti, un ragazzo serio e tranquillo». Attesa per i funerali
ORSOGNA. Era l’amico di tutti «dal sorriso dolcissimo». Un ragazzo d’oro che aveva finalmente realizzato il suo sogno dopo tanti sacrifici: fare carriera come chef. Il dolore di Orsogna, dei parenti americani e di tutto l’Abruzzo si specchia nel sorriso e nel ricordo di Mario Ferrari, lo chef di 31 anni morto a New York mercoledì scorso dopo essere precipitato da una scala antincendio.
Una tragica notizia che ha rapidamente unito due continenti: dagli Stati Uniti, dove il giovane lavorava come capo cuoco e aveva anche dei parenti, al piccolo paese di Orsogna, da cui il suo sogno era partito, passando per Lanciano, dove il giovane aveva frequentato le scuole superiori all’istituto Fermi.
PAESE IN LUTTO
«Tutta la comunità di Orsogna è nuovamente sconvolta da una tragedia», dice commosso il sindaco Ernesto Salerni, «un altro nostro giovanissimo concittadino purtroppo ci ha lasciato. Abbiamo perso un figlio e il dolore è ancora più forte perché Mario, già da anni, non era più ad Orsogna. Era andato via prima in Inghilterra e poi in America per lavorare. Era, infatti, chef presso un ristorante di New York dove, siamo certi, lavorava con entusiasmo e tenacia, orgoglioso delle sue radici».
Secondo le prime informazioni, Mario Ferrari è morto precipitando da una scala antincendio a New York, molto probabilmente mentre stava uscendo dal lavoro. «Ma la dinamica è ancora tutta da chiarire», fa sapere il sindaco Salerni, «anche perché ci sono indagini in atto in America».
IL SOGNO SPEZZATO
La voglia di diventare uno chef affermato lo aveva portato a girare il mondo: il giovane cuoco di Orsogna, nato a Pescara, aveva lavorato prima a Torino, poi a Londra e infine era arrivato negli Stati Uniti, per quella che lui stesso aveva definito come la grande occasione della sua vita.
Da alcuni mesi Mario Ferrari aveva trovato lavoro come executive chef (cioè capo cuoco) all’Harry’s Table, locale non lontano da Central Parl, appartenente a una famosa catena di ristoranti di proprietà dei Cipriani.
Sempre secondo le prime ricostruzioni, l’incidente, costato la vita a Mario Ferrari, è avvenuto mercoledì, mentre la famiglia sarebbe stata avvisata successivamente. La notizia della scomparsa del ragazzo è stata data dalla madre Silvana Tiberii, che ha scritto una bellissima lettera sul suo profilo Facebook proprio per ricordare il figlio, capace di «trasformare la felicità all’infinito».
UN FIUME DI RICORDI
Chi conosceva Mario lo definisce un ragazzo serio, tranquillo e ne ricorda «il dolcissimo sorriso. «Era l’amico di tutti», prosegue il sindaco Salerni, «ed è stato costretto a crescere in fretta». La famiglia di Mario, infatti, è stata già segnata da un’altra grave perdita: il papà Andrea è scomparso pochi anni fa. Sui social network la notizia della scomparsa dello chef è rimbalzata rapidamente dagli Stati Uniti all’Italia: migliaia di persone hanno voluto esprimere messaggi di cordoglio e vicinanza alla madre del ragazzo e alle sorelle Simona e Alessia.
ATTESA PER I FUNERALI
Ma ora c’è una domanda ricorrente che assilla amici e familiari di Mario: «Come è potuta accadere una tragedia simile?».
I familiari sono in attesa di risposte sulla dinamica dell’incidente anche dall’ambasciata italiana a New York, con cui sarebbero già stati allacciati i primi contatti. «Il Comune è a disposizione affinché l’iter burocratico necessario non renda ancora più insopportabile questo doloroso momento», conclude il sindaco. I funerali del ragazzo verranno celebrati a Orsogna, ma non è ancora chiaro quando la comunità potrà dare l’ultimo saluto allo chef.

