Ortona, chiude la pista ciclabile Recinto già forzato

Partono i lavori per mettere in sicurezza le tubature dell’Eni Ma i frequentatori del tracciato bucano la rete per passeggiare
ORTONA. Parte della pista ciclopedonale lungo la costa di Ortona è chiusa al transito per via del cantiere Eni. Ma non tutti rinunciano all’idea di passeggiare sul tratto, tanto che c’è chi scavalca e prosegue il cammino in barba ad ogni divieto. È ciò che accade negli ultimi tempi, testimoniato anche dalla rete da cantiere che ieri mattina si presentava tagliata nel punto in cui la possibilità di percorrenza da nord verso sud si interrompe per permettere di effettuare i lavori di protezione dell’oleodotto. Domenica l’affluenza sul tracciato che dalla spiaggia della Ritorna prosegue fin verso i Ripari di Giobbe era notevole, ma giunti in prossimità del punto in cui la pista incrocia il percorso che risale il Parco Ciavocco, i fruitori avrebbero dovuto interrompere il loro cammino verso sud, perché vietato dal cantiere che da un po’ di tempo insiste sulla zona. Ed invece in tanti hanno proseguito infilandosi nel buco venutosi a creare nella rete da cantiere danneggiata. Eppure che il transito sia vietato ci è stato confermato ieri da alcuni operai presenti all’ingresso opposto del cantiere stesso, ossia dalla zona del faro. Avevamo trovato momentaneamente la cancellata aperta, per via della presenza di un camion con una ruspa, ma appena ci siamo avvicinati ci è stato subito detto che non si poteva proseguire. Ignorare i divieti è una cattiva usanza già verificatasi in passato in altre zone di Ortona interessate da interventi.
Basterebbe ricordare quanto scritto proprio dal Centro nell’estate 2016, quando i bagnanti non rinunciavano a trascorrere qualche ora al sole in località Punta Ferruccio, nonostante l’ingresso alla strada che porta all’arenile fosse chiusa a causa di lavori in corso. Era bastata una fessura nella rete da cantiere e via giù per il sentiero che conduce al mare.
Le opere da effettuare lungo la ciclopedonale riguardano la messa in sicurezza delle tubazioni dell’Eni che scorrono nelle vicinanze della pista. Si tratta di un intervento da circa 550mila euro. Il tracciato al momento è intransitabile dall’ingresso di via del Porto fino al punto in cui si interseca con il percorso che scende giù dal Parco Ciavocco, provenendo dal quale si può invece passeggiare lungo il tracciato ma solo in direzione nord.

